Nicolas 6,5 – Ancora tra i pali fin dall’inizio, il primo della vecchia guardia a meritarsi l’ampia sufficienza. Compie il suo dovere, seppure di fronte a un Cagliari spento, quando viene chiamato in causa. Incerto solo nell’unico goal preso, inutile come il suo marcatore. Presente.
Calabresi 7 – Ricomposto il trio difensivo dell’annata gloriosa della risalita, pur con una spalla convalescente, mostra i denti fin dai primi minuti e dopo neanche dieci entra in area avversaria e conquista il rigore che apre le porte della vittoria. Esce nell’intervallo, colpito da Mina (sarà un caso?) alla spalla infortunata. Colonna portante. (1’st Albiol 6+ – Non male il rientro in campo del veterano che ben rimpiazza Calabresi e trova il tempo per spizzare di testa la palla del terzo goal del capitano. Dormicchia sul goal della bandiera sarda, inutile come il suo marcatore. Se serve c’è).
Caracciolo 8 – Monumentale. Se ancora ce ne fosse stato bisogno mostra a tutti come deve fare una squadra per tentare di acciuffare una salvezza che sembra ormai irraggiungibile. Dirige la difesa con la solita grinta e si carica sulle spalle anche l’attacco segnando una storica doppietta da attaccante vero. Lo stadio esplode e la gioia è doppia proprio perché si identifica in lui. Poteva anche tentare la via della tripletta ma l’umiltà va di pari passo con la determinazione. Cuore Nerazzurro.
Canestrelli 6,5 – Torna titolare dopo la purga nel trio di difesa che ancora oggi, malgrado la situazione di classifica catastrofica, garantisce miglior solidità. Compie il suo dovere, mai impensierito dagli attaccanti avversari. Pulito.
Lerìs 7 – Hiljemark individua il numero 7 come un titolare fisso, relegando ormai Touré stabilmente in panchina, e lui non lo delude confermando il suo stato di forma. Garantisce spinta costante sulla fascia senza trascurare la fase difensiva, oggi meno impegnativa. Nel finale, incontenibile, provoca il rosso per Obert. Esce e fa passerella nei minuti di recupero. Applausi per lui. (45’st Touré sv – In campo 5 minuti, il tempo di ricevere un coro affettuoso dalla gradinata).
Marin 6 – Gioca un solo quarto d’ora ma si guadagna la sufficienza per l’approccio alla gara, poi il ginocchio lo tradisce e speriamo in bene. Dai Marius eh? (15’pt Hojholt 6,5 – Sostituisce Marin senza farlo rimpiangere, e non è cosa da poco. Grande corsa e tanta interdizione, il biondo mostra di parlare la stessa lingua del Mister. Pupillo).
Aebischer 6,5 – Ordinato, presente ovunque in mezzo al campo, recupera palloni e rifinisce per gli avanti senza dare troppo nell’occhio. Ammonito, salterà la trasferta di Como. Fondamentale.
Tramoni 6,5 – Quando la piazza mormorava di un “caso Tramoni”, ecco che il Mister lo rispolvera e lo mette in campo dall’inizio, e lui si fa trovare pronto. Il Cagliari imbambolato forse lo agevola ma la prestazione di Matteino è incoraggiante per la dura salita che il Pisa è chiamato ad affrontare di qui alla fine. Non è un caso. (26’st Akinsanmiro 6 – Ultimo quarto d’ora di una partita già chiusa. Il tempo di indossare un turbante bianco e mostrare all’Arena che anche lui c’è).
Angori 7 – Torna finalmente a far parlare di sé anche Angori che vince il confronto con Palestra, giovane promettente e gioiellino del Cagliari. Il nostro numero 3 forse brilla meno ma incide sulla partita con tante discese e palloni preziosi in area avversaria. Concreto.
Durosinmi 4 – Peccato perché sarebbe potuta essere anche la sua giornata e invece cade nelle provocazioni di Mina, maestro nell’arte del provocare e reagisce con un calcetto che l’arbitro vede e punisce col rosso. Fortuna che la squadra ha reagito mascherando l‘inferiorità numerica e alla fine tutto è bene quel che finisce bene. Di nome e di fatto.
Moreo 8 – Ho finito gli aggettivi per descrivere l’importanza, la voglia, l’attaccamento e l’immensa qualità di questo giocatore che, insieme al capitano, ha preso per mano il Pisa e l’ha condotto alla seconda, agognata, vittoria stagionale. Uomo ovunque, freddo a segnare la prima rete su rigore, recupera, serve, calcia in porta da qualsiasi parte del campo fino all’ultimo secondo di gioco. Se un barlume di speranza di salvezza c’è ancora, senza dubbio passa dal nostro numero 32. Cuore e polmoni nerazzurri.
Mr. Hiljemark 7 – Col vestito della domenica stavolta non sbaglia un colpo e conquista la sua prima vittoria sulla panchina del Pisa. Sceglie bene la formazione iniziale, dando fiducia a chi aveva bisogno di riconquistarla e reagisce senza battere ciglio agli eventi sfavorevoli. In cattedra.
CAGLIARI
Caprile 6
Ze Pedro 5 (32’st Albaracin sv)
Mina 4 (1’st Zappa 5)
Dossena 5
Palestra 5,5
Adopo 5 (1’st Pavoletti 6)
Gaetano 6 (18’st Mazzitelli 5,5)
Sulemana 5
Obert 5,5
Kilicsoy 5 (18’st Trepy 5)
Folorunsho 5
Mister Pisacane 5
IL MIGLIORE
Stavolta è troppo facile la scelta perché la prestazione del nostro Capitano Caracciolo si eleva su tutti. Non gli bastava distinguersi giornata dopo giornata in una serie A per cui in molti pensavano non fosse tagliato, ma incarna l’orgoglio della vecchia guardia nerazzurra e l’importanza della fascia bianca al braccio sinistro. Riporta per una giornata il sorriso sul volto dei pisani, anche nel giorno del ricordo per Alessandro, mancato ai suoi parenti, ai suoi amici e alla sua Curva e il cui saluto ha commosso tutti. Ciao
Ale!
Antonio Cassisa

Foto: Gabriele Masotti

