Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un articolo sull’ipotesi di apertura di un tribunale ad Empoli, con le competenze che potrebbero essere estese anche a quattro comuni del Cuoio pisano: San Miniato, Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto e Montopoli Valdarno. Ci eravamo rammaricati perché, nonostante diversi solleciti, nessuno dei politici da noi interpellati ci aveva risposto. Dopo alcuni giorni qualcosa si è mosso. Abbiamo ricevuto le risposte del consigliere regionale Massimiliano Ghimenti (AVS), già sindaco di Calci, e del consigliere comunale di Pisa Paolo Martinelli (La città delle Persone), già candidato sindaco per il centrosinistra.
Cominciamo da Massimiliano Ghimenti, che, prima di iniziare a rispondere desidera sottolineare quanto segue: “Terrei che venisse precisato che c’è stato un disguido sulla precedente mail e che non c’era alcuna volontà di non dare risposte. Come credo di aver dimostrato, mandandovi già quanto segue in poche ore (peraltro trascorse tutte in Consiglio regionale)”.
Da tempo si parla dell’ipotesi di apertura di un nuovo tribunale a Empoli sotto la cui giurisdizione potrebbero finire anche i quattro Comuni del Cuoio pisano. Cosa ne pensate come forza politica?
“Empoli aveva un proprio tribunale, ‘tagliato’ sulla scia della spending review, che, come in troppi casi, ha usato l’accetta sulla scia di presunti risparmi e sacrificando i territori e spesso i servizi resi alla cittadinanza. Trovo legittimo, quindi, che Empoli possa richiedere di avere nuovamente una sede di tribunale. A titolo personale posso dire che ho delle perplessità sullo spezzettamento di competenze in relazione al territorio pisano, ma su questo credo che sia opportuno prima di tutto che si pronunci chi opera nella Giustizia, per comprenderne effetti, complessità e rischi. Ma sul piano dei tribunali (anche) toscani l’urgenza assoluta è occuparsi della carenza di personale. Per i cancellieri, si va dal 17% all’83% di Livorno e Prato, con il massimo dell’86 % nella procura di Pistoia. Per gli assistenti giudiziari si va dal 14% di Pisa al 39% di Firenze e si raggiunge il massimo del 50% nelle procure di Livorno e Siena. A queste gravi disfunzioni – ha detto il procuratore generale Ettore Squillace Greco alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Firenze – si aggiungono quelle determinate dalle difficoltà connesse all’avvio del processo penale telematico. Il software ministeriale presenta vari difetti che gli esperti indicano non solo come funzionali, ma anche strutturali. Per questo sostengo che il Ministro Nordio, anziché impiegare il proprio tempo, a preparare una riforma che per sua stessa ammissione non ha niente a che vedere col rendere la giustizia più rapida ed efficiente, avrebbe dovuto occuparsi di trovare le forme per reclutare il personale necessario per far funzionare meglio e più celermente i processi”.
Chi dovrebbe/potrebbe fare qualcosa per impedire questo “svuotamento” di competenze rispetto al palazzo di giustizia pisano?
“Come ho già detto, l’operazione, dovrebbe essere descritta con attenzione e in trasparenza con tutte le conseguenze che ne derivano. In positivo ed in negativo. Allora si potrà esprimere un giudizio complessivo. Su questa e su altre ‘partite’ fondamentali per Pisa, che sono tante, e su questo l’impegno di AVS e mio personale non mancherà di monitorare e se necessario prendere posizioni di tutela del nostro territorio”.
Cosa ne pensate di proporre Pisa come sede di Corte di Appello con competenza per tutto il territorio della Toscana Costiera, includendo così anche Massa-Carrara, adesso sotto la giurisdizione di Genova?
“Condivido la proposta, in un’ottica di attenta revisione della collocazione dei tribunali e delle relative competenze territoriali e/o giurisdizionali. Ribadito quindi che ritengo che il Tribunale di Pisa debba essere salvaguardato innanzitutto sotto l’aspetto della carenza di personale già citato in precedenza. Esattamente come dicevo per l’eventuale riattivazione di un tribunale ad Empoli bisogna valutare prioritariamente l’efficienza giudiziaria al fine di avere una giustizia più rapida. In questa eventuale revisione, sia chiaro, e lo dico fin d’ora, che la mia e nostra posizione è che il tribunale di Pisa non debba in alcun modo essere depotenziato”.
Tra gli esempi più clamorosi “dell’assalto alla diligenza pisana” c’è l’aeroporto. Qual è la posizione del vostro partito?
“La posizione di AVS è chiara: il Galilei è la porta d’accesso della Toscana, va valorizzato e vanno accelerati gli investimenti più volte promessi e presentati. ‘Sosteniamo la rilevanza strategica dell’aeroporto di Pisa quale porta d’accesso alla Toscana’: anche grazie al nostro contributo questo è scritto nero su bianco nel programma del presidente Giani, nel quale si dice anche che ‘è essenziale che si proceda con l’immediato potenziamento dello scalo costiero da parte di Toscana Aeroporti. Inoltre aggiungo che, come noto, AVS è anche contraria all’investimento della nuova pista di Peretola, non per ragioni di campanile, ma per le possibili ripercussioni negative su ambiente, territorio e cittadini”.
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Sentiamo adesso il parere di Paolo Martinelli, che parla a nome del gruppo “La città delle Persone” rispondendo alle domande che gli abbiamo rivolto.
Da tempo si parla dell’ipotesi di apertura di un nuovo tribunale a Empoli sotto la cui giurisdizione potrebbero finire anche i quattro Comuni del Cuoio pisano. Cosa ne pensate come forza politica?
“Siamo contrari a un’ipotesi che, nei fatti, non sarebbe una semplice ‘riapertura’ della sezione distaccata, ma un nuovo assetto che sottrarrebbe a Pisa quattro Comuni che, da sempre, rientrano nella circoscrizione del Tribunale pisano (San Miniato, Santa Croce, Montopoli Valdarno e Castelfranco). In un contesto in cui la giustizia toscana soffre già di carenze strutturali di organico e risorse, aprire nuove sedi rischia di frammentare ulteriormente i presidi esistenti, invece di rafforzarli. Per capirci, nel distretto della Corte d’Appello di Firenze sono state segnalate scoperture fino al 25% dei magistrati e oltre il 40% del personale amministrativo in diversi uffici giudiziari. L’Ufficio del Giudice di Pace di Pisa, pur essendo il principale, opera con solo quattro giudici su 14 previsti, due dei quali sono applicati al Tribunale ordinario. Il funzionamento è garantito grazie all’applicazione settimanale di giudici da Pontedera. Anche il personale amministrativo è gravemente carente, con sei unità su 11 previste e assenza del Funzionario Giudiziario. Per citare altri esempi, l’Ufficio di Sorveglianza di Pisa vi prestano servizio, alla data del 30 giugno 2025, tre magistrati di Sorveglianza e cinque dipendenti su un organico di 12: sono infatti presenti un direttore, due funzionari, un assistente, un operatore, un centralinista. Tale personale è affiancato dal 2023 un funzionario in assegnazione provvisoria. Vi è anche un’unità di Polizia penitenziaria in comando. La scopertura è dunque pari al 50%. Per un’area produttiva come il Cuoio, con volumi importanti di contenzioso civile e penale, il Tribunale di Pisa è un riferimento essenziale. Va potenziato, non indebolito”.
Chi dovrebbe/potrebbe fare qualcosa per impedire questo “svuotamento” di competenze rispetto al palazzo di giustizia pisano?
“La competenza è del ministero della Giustizia e del Governo, ma il Comune di Pisa non può restare spettatore. Il sindaco e la giunta devono esprimere formalmente la contrarietà a una revisione che sottragga territori a Pisa, costruendo un’interlocuzione istituzionale con Ministero, Regione, parlamentari del territorio e con gli altri enti coinvolti. Ogni modifica della geografia giudiziaria deve avvenire con analisi oggettive e un percorso condiviso, non per atti unilaterali”.
Tra gli esempi più clamorosi “dell’assalto alla diligenza pisana” c’è l’aeroporto. Qual è la posizione del vostro partito?
“La nostra posizione è che le infrastrutture strategiche del territorio, come l’aeroporto, non possono essere trattate come terreno di spartizioni territoriali, con decisioni calate dall’alto. Serve una governance trasparente e orientata all’interesse pubblico: tutela dell’occupazione e delle professionalità, ruolo centrale dell’aeroporto nello sviluppo economico locale, sostenibilità ambientale, integrazione con il sistema dei trasporti e con l’offerta turistica e universitaria della città. Contrastiamo ogni scelta che depotenzi Pisa o la riduca a “satellite” del centro metropolitano della nostra regione”.
Cosa ne pensate di proporre Pisa come sede di Corte di Appello con competenza per tutto il territorio della Toscana Costiera, includendo così anche Massa-Carrara, adesso sotto la giurisdizione di Genova?
“L’idea di rafforzare il peso istituzionale della giustizia a Pisa e in Toscana costiera è comprensibile, soprattutto se l’obiettivo è ridurre squilibri territoriali e garantire servizi più vicini a cittadini e imprese. Detto questo, proposte di questo livello richiedono valutazioni serissime: numeri, carichi di lavoro, logistica, organici, ricadute sui tempi dei procedimenti e un confronto con Ministero, Regione, ordini professionali e territori interessati. Il punto per noi resta chiaro: oggi la priorità è potenziare gli uffici esistenti (Tribunale di Pisa, Giudice di Pace, Sorveglianza) colmando le carenze e dotandoli di risorse e strumenti adeguati. Solo dentro una strategia complessiva e condivisa ha senso discutere anche di ipotesi più ambiziose come una Corte d’Appello sulla Costa”.
Ringraziamo per le risposte Massimiliano Ghimenti (Avs) e Paolo Martinelli (La Città delle Persone) per aver risposto alle domande su alcuni temi importanti per la nostra amata Pisa. Ci auguriamo di ricevere anche ler risposte degli altri politici che abbiamo contattato o di altri che volessero farlo per dare il loro prezioso contributo al dibattito.
Maurizio Ficeli
Foto tratte dai profili Facebook di Massimiliano Ghimenti e Paolo Martinelli

