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Rimessa laterale – Dieci partite, sei abbordabili, ma manca la “chiamata alle armi” / Andrea Cosimi

- Primo piano
11 Marzo 2026

Ok, siamo spersi, rimanere in Serie A è sempre più una chimera. Ciononostante il calendario un’ultima speranza la darebbe ancora. Di ciò che rimane da disputare il Pisa giocherà in casa con Cagliari, Torino, Genoa, Lecce e Napoli. Le trasferte saranno invece a Como, contro la Roma, a Parma, a Cremona e contro la Lazio a chiudere.

Certo viene arduo pensare che una squadra che di ventotto partite ne ha vinte solo una possa inanellare un percorso virtuoso tale da rimettersi in gioco, però la matematica consente ancora un pertugio e anche le avversarie che dovremo affrontare potrebbero autorizzare una aspettativa del genere.

La quota Salvezza si è indubbiamente alzata, le proiezioni adesso la collocano attorno ai 33/35 punti. Francamente però a me dà molta noia ritrovarmi a metà marzo già virtualmente retrocesso, in una atmosfera così ovattata nella quale l’unico guizzo vitale si avverte nella giusta critica a ciò che è avvenuto a vario titolo fino ad ora e che ha al momento decretato il peggior campionato di serie A della storia Neroazzurra.

E smettiamola con il “procurato allarme” che sui social gira qua e là, una forte critica non significa contestazione né offesa. Non strumentalizziamo ad arte per seminare panico o zizzania, fin troppo ovvio che criticare non può ovviamente preludere né “agevolare” un disimpegno di Knaster e dei Corrado. In questo campionato di serie A, in situazioni migliori, abbiamo assistito a forti prese di posizione di tifoserie e di giornalisti a Genova, Firenze, Torino sponda granata, a Roma sponda Lazio: nessuno ne ha fatto un affare di stato come invece avviene a Pisa ogni volta che qualcuno “osa” manifestare legittima insoddisfazione che direi, numeri alla mano, è del tutto comprensibile.

Gli “appunti” che vengono mossi sui social al giornalismo locale quando qualche firma, me compreso, formula delle analisi, anche dure, sono inaccettabili: ci deve essere rispetto per la libera informazione.

Tornando al campionato, non sarebbe impossibile battere Cagliari, Torino, Genoa e Lecce, così come non sarebbe così impensabile fare punti a Parma, Cremona e all’ultima giornata con la Lazio. Ma per alimentare questa fiammella occorrerebbe una “chiamata alle armi” che dovrebbe partire in modo evidente e pubblico dalla Società.

Domenica andrò allo stadio. Mi aspetto di tornare a casa con i tre punti, sono “dovuti”. Sì, sono “dovuti” ad una Piazza che non contesta e che ha pure applaudito dopo la sconfitta nel derby a Firenze.

Andrea Cosimi

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