Non me ne vogliano coloro che, dopo ogni sconfitta di questa disgraziata stagione, se la prendono con chi critica.
È vero, il rischio di ripetersi è alto, ma è comunque decisamente minore del reiterarsi irritante degli errori che, sul campo e fuori, ci collocano adesso ultimi in solitaria, a tre punti dal Verona, nove dalla Cremonese e dieci dalla Fiorentina.
Davvero qualcuno ha il coraggio di criticare chi critica? Davvero siamo giunti a questi livelli di mollezza, di rassegnazione, di carenza di ambizione e dignità?
Perché non so a voi, ma a me il concetto di retrocedere creando valore non convince, primo perché a Calcio si gioca per vincere e non per partecipare, secondo perché potrei avanzare seri dubbi su quale valore si sia creato dal 4 maggio 2025 in poi.
Né mi confortano quei dettagli non curati che hanno definito la realtà attuale.
La cosa veramente sconcertante e per certi versi incredibile è l’assenza di presa di posizione pubblica di Knaster. Nonostante a lui sia riferito il controllo del 75% della Società non è dato di sapere il suo pensiero né quali siano i suoi intendimenti futuri.
Sarà stato contento del mercato estivo? E su quello invernale, che per ora ha deluso in tutti i suoi arrivi con giocatori lenti e ancora non calati per intero nella categoria come sarebbe stato invece necessario per giocarsi la Salvezza? Rimpiangerà Gilardino o addirittura Inzaghi?
La difficile rifondazione partirà da questo giovane allenatore con il quale la situazione è persino decisamente peggiorata rispetto a prima? Avrà intenzione di rilanciare o si prospetta un futuro di transizione?
Perché a questa Piazza, e quando dico Piazza intendo tutta la grande tifoseria neroazzurra e non solo una parte, qualche spiegazione e qualche prospettiva andrà data chiaramente. Oltre a delle dovute scuse per una annata del genere.
Non si pensi di dare tutto per scontato e si valuti di rapportarsi con la gente in altro modo, l’irritazione è diffusa e il malumore è alto, perché c’è modo e modo di giocarsela e di retrocedere.
C’è tutto il tempo per un reset costruttivo, in umiltà, autocritica e drastico cambiamento.
Andrea Cosimi
Foto: Gabriele Masotti

