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Chi ha paura del Palio di Siena?

- Primo piano
25 Febbraio 2026

Accostare le macellerie alle corse dei cavalli è un’operazione decisamente azzardata per non dire fuori luogo. È quello che ha fatto la deputata di Noi Moderati Michela Brambilla con una proposta di legge presentata alla Camera, ora al vaglio della Commissione Agricoltura. Vediamo subito cosa prevede: divieto di mangiare e di macellare la carne dei cavalli, di utilizzarli in spettacoli e manifestazioni storiche come il Palio, quando ci siano pericoli per gli animali, di farli correre al di fuori degli ippodromi riconosciuti dal ministero, di usarli per botticelle e carrozzelle. Sono alcune delle principali disposizioni contenute nella proposta di legge “Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione”.

“Il disegno di legge – ha spiegato Brambilla – è frutto del lavoro delle associazioni animaliste e ambientaliste. Per noi ogni animale va tutelato, ma in politica bisogna partire da qualcosa. Le ricerche dicono che la stragrande maggioranza degli italiani vuole che ai cavalli vengano riconosciute le tutele degli animali d’affezione, come i cani e i gatti”. Brambilla ha ricordato di aver “ricevuto attacchi da ogni parte d’Italia. Ma i sentimenti cambiano, evolviamo con la nostra cultura e sensibilità: se non potranno più fare ricette col cavallo se ne faranno una ragione, perché è in questa direzione che vanno i sentimenti degli italiani”. “Basta con lo sfruttamento dei cavalli in tutte le manifestazioni storiche – ha aggiunto – Basta botticelle: sono rimasti 4 gatti, le riconvertiamo in un altro modo, sono tradizioni che hanno fatto il loro tempo. Si può fare a meno di certi Pali, quando ero al governo dissi anche di quello di Siena, se non cambiano le regole”.

A stretto giro di posta è arrivata la replica di Francesco Michelotti, deputato senese nonché coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Toscana: “La proposta di legge dell’on. Michela Vittoria Brambilla sulla tutela degli equini rappresenta un attacco a un pezzo profondo della nostra identità nazionale, delle nostre tradizioni e della nostra cultura. Il testo della pdl A.C. 48, infatti, non solo mira a proibire vari elementi, ma ha persino l’obiettivo di vietare l’utilizzo degli equini anche nelle manifestazioni storiche. È un’impostazione ideologica e isolata, che ignora la storia, le tradizioni popolari e la cultura gastronomica italiana”.

“Si tenta di cancellare, per legge – prosegue l’esponente di FdI – tradizioni radicate che sono parte integrante della nostra identità collettiva, che non può certo essere riscritta sulla base di spinte ideologiche”. Inoltre, prosegue, “già in occasione della precedente legge sull’inasprimento delle pene per i reati contro gli animali, sempre a firma Brambilla, il governo accolse un mio ordine del giorno che impegnava a tutelare espressamente eventi identitari come il Palio di Siena. Un atto politicamente chiaro, che ribadiva, al contempo, il rispetto delle tradizioni e quello del benessere animale. Il Palio – conclude – è identità collettiva, è patrimonio culturale immateriale riconosciuto, è storia viva della città di Siena. È un modello in cui tradizione e tutela veterinaria convivono in modo rigoroso. Chi lo attacca, dimostra di non conoscerlo”. 

Ora, fermo restando che il Palio può entusiasmare oppure lasciare indifferenti, come si fa ad accostare una corsa di cavalli ad un mattatoio?

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Giornalista.

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