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Nel 2026 si può censurare l’Uomo vitruviano?

- Primo piano
15 Febbraio 2026

Nel Gabinetto dei disegni e delle stampe delle Gallerie dell’Accademia di Venezia è custodito un disegno a penna e inchiostro di 34,4 cm x 24,5 risalente al 1490 circa. È l’Uomo vitruviano diLeonardo da Vinci, un capolavoro con cui il genio toscano rappresentò le proporzioni ideali del corpo umano, nell’ambito di un’armonia geometrica in cui il cerchio rappresentava il cielo (la perfezione divina) e il quadrato, invece, la Terra. Le figure geometriche, si badi bene, non erano scelte a caso. L’uomo, nella visione dell’artista-scienziato, doveva rappresentare la “misura di tutte le cose”. Simbolo rinascimentale riconosciuto in tutto il mondo, questo disegno descriveva le proporzioni del corpo umano partendo dagli studi e dagli scritti dell’architetto romano Vitruvio, vissuto tra il 90-80 a.C. e il 16 a.C.

Questo simbolo di bellezza e di perfezione, emblema dell’identità culturale italiana, è stato volgarmente oltraggiato dalla sigla televisiva che viene mandata in onda prima delle trasmissioni sulle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. In che modo? All’uomo vitruviano sono spariti i genitali, letteralmente sbianchettati. Dure accuse sono piovute addosso alla Rai, che si è difesa dicendo che la polemica è “pretestuosa” poiché i contenuti promozionali delle Olimpiadi sono stati realizzati e distribuiti dall’Olympic Broadcasting Services, divisione ufficiale del Comitato olimpico internazionale. Insomma, uno scaricabarile bello e buono.

Si può rovinare così un’opera d’arte, simbolo riconosciuto e amato in tutto il mondo? I genitali sono stati tolti perché avrebbero offeso o irritato qualcuno? Ma allora perché non avete scelto un altro simbolo? Una vera e propria offesa all’intelligenza dell’uomo. Una brutta macchia in queste belle Olimpiadi invernali.

Schermo immagine video Rai (diritto di cronaca)

Foto in alto: Wikipedia

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Giornalista.

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