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L’evoluzione di Mauro Staccioli dagli anni Ottanta al Duemila

- Primo piano
2 Febbraio 2026

A Firenze, fino al 24 aprile 2026, si può visitare la personale di Mauro Staccioli, Basta un segno per cambiare un luogo, una mostra che mette in dialogo le monumentali opere ambientali con la sperimentazione nei lavori di dimensioni ridotte.

Artista di Volterra (Pisa), Mauro Staccioli (1937-2018) si forma come artista e insegnante passando dalla pittura alla scultura alla fine degli anni Sessanta ed elaborando le cosiddette sculture-intervento che dialogano con spazi urbani e sociali. L’idea era che la scultura dovesse essere inserita in profonda relazione con il luogo per il quale viene realizzata. Negli anni la sua ricerca evolve e ha la possibilità di esporre in molte mostre, tra cui la Biennale di Venezia del 1976 e del 1978, anno in cui realizza il Muro, la celebre parete di cemento di 8 metri installata all’ingresso del Padiglione Italia, posizionata col fine di ostruirne la visuale in maniera provocatoria. Sono anni di grande richiesta per le sue opere ed espone anche all’estero, in Germania, Gran Bretagna, Israele e Francia. A partire dagli anni Ottanta le creazioni iniziano a perdere la loro durezza e a trasformarsi in linee più morbide sperimentando nuove forme. Anelli, ellissi e sfere mettono in risalto il paesaggio ed è proprio questo il capitolo della carriera artistica che la personale di Staccioli intende celebrare. 

La Galleria Il Ponte segue l’artista da oltre trent’anni e il suo lavoro è tutelato dall’Archivio Mauro Staccioli guidato dalla figlia Giulia e diretto da Andrea Alibrandi. L’allestimento, curato da Caterina Martinelli, dà il via all’anno espositivo della Galleria. La mostra è stata inaugurata lo scorso 30 gennaio e si focalizza sulla sua ricerca artistica dagli anni Ottanta ai primi del Duemila, quando le linee curve irrompono nel suo linguaggio scultoreo. Le forme morbide accolgono lo sguardo e spingono il visitatore a girare intorno all’opera scoprendo il legame tra corpo, spazio e ambiente.

La mostra mette in dialogo i pezzi più intimi e “domestici” ma allo stesso tempo potenti. Dall’aggressività e rigidità degli anni Settanta, con opere caratterizzate da barriere in ferro e cemento, un’evoluzione verso l’apertura, senza perdere la criticità che lo ha sempre caratterizzato. La sua scultura, infatti, ha attraversato i cambiamenti storici e culturali adattandosi e restando fedele all’idea dell’arte come lente d’ingrandimento sul presente.

Galleria Il Ponte si trova a Firenze, in via di Mezzo 42/b, 50121, ed è aperta dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Sabato è aperta su appuntamento ed è chiusa nei festivi.

Alessia Casini

Foto in alto: Galleria Il Ponte ©ph OKNOstudio

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