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Sentiremo parlare di Francesco Maestrelli

- Primo piano
22 Gennaio 2026

Siamo orgogliosi di questo giovane tennista che, per la prima volta, è riuscito a qualificarsi in uno slam, gli Australian Open, accedendo al tabellone principale. Stiamo parlando di Francesco Maestrelli, 23 anni, pisano. Dopo una battaglia durata tre ore e mezzo al primo turno del torneo ha battuto Terence Atmane (numero 64 del ranking Atp), qualificandosi per una partita che, probabilmente, ricorderà per tutta la vita, quella contro Novak Djokovic, attualmente numero 4 del mondo. Francesco ha perso (6-3/6-2/6-2) ma è uscito dal campo a testa alta, giocando contro uno dei campioni più forti di tutti i tempi.

Alla sua seconda partita in assoluto nel circuito ATP, Francesco si è tolto persino lo sfizio di strappare un break, nel finale, al fuoriclasse serbo. Ha avuto un atteggiamento giusto e, nonostante la sonora sconfitta esce comunque a testa alta dalla sua prima avventura nel tennis che conta.

Dicevamo che siamo orgogliosi di Francesco, e lui deve essere orgoglioso di se stesso, dei suoi grandi passi avanti fatti in questo sport che, negli ultimi anni, sta dando grandi soddisfazioni all’Italia ed anche alla nostra Toscana, con Jasmine Paolini.

Particolare curioso: come raccontato dallo stesso Francesco fino a pochi anni fa in una parete nella sua cameretta c’era il poster di Djokovic. Il suo idolo, quindi. Immaginate quale possa essere stata l’emozione nel giocarci contro, non in allenamento ma in una partita ufficiale, per giunta in uno slam, uno dei quattro tornei più importanti del mondo ((Australian Open, Rolland Garos, Wimbledon e US Open).

Le parole di Francesco

“A fine match, nel momento della stretta di mano, gli ho detto ‘grazie per la lezione’ e lui mi ha risposto ‘grazie a te, perché è stata una buona partita’. Mi ha detto che si è divertito a giocare contro di me e anch’io mi sono divertito. È stato quasi un miracolo restare in campo il più a lungo possibile su un campo così fantastico. È stato bellissimo. È stata un’emozione incredibile entrare in campo: c’erano tantissime persone. Ho provato a concentrarmi su me stesso, anche se lui è una persona incredibile. Nonostante il risultato, secondo me ho fatto una buona prestazione. Ho cercato di restare attaccato alle mie idee di gioco, a quello che avevamo studiato con il mio team, e in parte ci sono riuscito. Chiaramente, quando lui alza il livello, ti dà l’impressione che nulla possa andare, almeno per me, ma penso anche per tanti altri”.

Foto: fermo immagine Eurosport

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Giornalista.

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