Avevamo auspicato un provvedimento che punisse i fatti avvenuti tra gli ultras della Roma e quelli della Fiorentina, che si sono menati di santa ragione sull’autostrada A1. Il Viminale ha usato il pugno di ferro: stop a tutte le trasferte per le tifoserie delle due squadre. Non siamo contenti ma, se non altro, non ci sono stati due pesi e due misure, come avvenuto altre volte in passato, con tifoserie violente che non hanno subito alcuna sanzione.
Eravamo e e stiamo convinti di una cosa: non è giusto punire in questo modo un’intera comunità, sottoponendo vietando le trasferte a tutti, anche a coloro che non hanno fatto nulla di male. Vanno puniti i colpevoli, questo è giusto e doveroso. Ma che senso ha punire chi non c’entra nulla? È una tremenda ingiustizia, a nostro avviso contraria ai capisaldi della civiltà giuridica. Al tempo stesso, però, non è affatto normale che ogni volta che c’è una partita di calcio debba essere mobilitato un piccolo esercito di forze dell’ordine per evitare che accada qualcosa di grave. Non si può andare avanti così. Non ha alcun senso.
Guerriglia sull’Autostrada A1
Scene di guerriglia in autostrada per lo scontro tra gruppi di tifosi della Roma e della Fiorentina: poco dopo mezzogiorno di domenica 18 gennaio le due “fazioni” hanno bloccato l’Autostrada del Sole, a Bologna, affrontandosi con mazze e spranghe in uno dei tratti autostradali più trafficati d’Italia, l’A1, fra l’autogrill di Cantagallo e lo svincolo di Casalecchio. Tutto ciò è accaduto per uno strano incrocio legato al calendario: gli ultras della Fiorentina e quelli della Roma, nemici da tempo, erano in viaggio per seguire la propria squadra: la Fiorentina a Bologna, la Roma a Torino. Quando le due tifoserie si sono riconosciute è scattato il richiamo della giungla e… giù botte da orbi, tirando fuori spranghe, martelli, caschi e altri oggetti portati per ogni evenienza.
Il segretario del sindacato di Polizia Coisp, Domenico Pianese, ha chiesto interventi forti: blocco delle trasferte e Daspo a vita. “È inaccettabile che questi delinquenti travestiti da tifosi possano continuare a sfruttare le manifestazioni sportive come terreno di scontro. Ecco perché chi si rende protagonista di episodi del genere non deve più avere la possibilità di partecipare a eventi sportivi: Daspo a vita per queste persone e, nell’immediato, divieto di trasferta per entrambe le tifoserie fino al termine del campionato. Lo Stato non deve più tollerare che la violenza di pochi metta a repentaglio la vita di migliaia di persone”.
Pensavamo e continuiamo a pensare che queste persone siano la rovina del calcio (e dello sport in generale) e che vadano isolate e tenute lontane dagli impianti sportivi. Detto questo le responsabilità, ovviamente, sono personali. Non è giusto che vengano punite intere tifoserie, come è avvenuto di recente per quelle di Pisa e Verona dopo gli scontri del 18 ottobre 2025. In quel caso il Viminale intervenne con la mano pesante, disponendo tre mesi di stop alle trasferte delle tifoserie delle due squadre, senza alcuna distinzione tra chi era rimasto coinvolto negli scontri e chi, invece, non aveva fatto un bel nulla. Dopo alcune settimane quell’ingiusto provvedimento è stato revocato.
Ci chiediamo se ora scatterà la stessa mannaia contro le tifoserie di Roma e Fiorentina. Per noi sarebbe ingiusto (lo ribadiamo) ma ci aspettiamo che arrivi, se non altro per dimostrare che la legge viene ancora applicata erga omnes, senza distinzioni di sorta.

