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“Il cimitero delle chimere” di Gabriele Puccini

- Cultura
16 Gennaio 2026

È uscito un nuovo libro dell’avvocato pisano Gabriele Puccini, “Il cimitero delle chimere”( Bookabook). Parla di un avvocato senza scrupoli, un pugile a fine carriera e un manipolo di “anime perdute”. Ne abbiamo parlato con l’autore.

Sembra una storia un po’ cupa e noir, lo è?
“Sicuramente è una storia che si snoda nelle pieghe più recondite dell’animo, in anfratti di socialità volutamente lontani dalla plastificata ed effimera luce dei fuochi fatui della notorietà, in quanto specchi impietosi delle fragilità e dei vizi dell’essere umano”.

Quanto tempo ci ha messo a scriverlo e come le è venuta l’idea?
“Ho impiegato alcune settimane, sospinto e facilitato dall’onda emotiva degli “Abissi dello stagno“, la mia opera pubblicata nel 2024, di cui il “Cimitero delle chimere” è la prosecuzione”.

Si ispira a qualche grande scrittore del passato o contemporaneo?
“Molte persone mi ripetono che il mio stile, ovviamente con le dovute differenze e proporzione, ricorda lo stile di Ammanniti, ovvero un crudo realismo spesso temperato e smorzato da un’ironia finalizzata ad evitare che il tono emotivo debordi in ritmi non più controllabili”.

C’è qualcosa, nel romanzo, del suo lavoro?
“Nei miei libri ci sono molteplici esasperazioni di situazioni che prendono spunto dal reale e, quindi, inevitabilmente dall’esperienza. Non è semplice identificare con esattezza da dove provengano queste scintille, anche se, sicuramente, da contesti di vita vissuta”.

Cosa le piace di più dello scrivere libri?
“La libertà di potere creare in modo anche politicamente scorretto concedendomi il lusso di non dovere centellinare ogni singola parola”.

Ha già un mente qualche spunto per il prossimo?
“In realtà solo alcune idee allo stato embrionale e non ancora strutturate. Vorrei evitare di standardizzarmi e, per questo, credo di avere necessità di un periodo di riflessione per riorganizzarmi”

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Un fiume unisce la Toscana e rappresenta il modo di vivere forte e intraprendente del suo popolo. L'Arno.it desidera raccontarlo con le sue storie, fatiche, sofferenze, gioie e speranze. Senza dimenticare i molti toscani che vivono lontani, o all'estero, ma hanno sempre nel cuore la loro meravigliosa terra.

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