C’è un negozio di Firenze che sta per chiudere i battenti e la notizia ci deve indurre ad alcune riflessioni. Si tratta della mesticheria-casalinghi Mazzanti, gestita dai gemelli Stefano e Riccardo. Posta nel quartiere sant’Ambrogio, nel centro storico, è attiva da 53 anni, non pochi per una piccola attività commerciale. E, stando a quanto raccontano i titolari, gli affari vanno piuttosto bene, tra residenti e turisti.
Ma perché chiude? I due titolari sono stanchi e vorrebbero andare in pensione e dedicarsi ad altre cose, così hanno pensato di cedere l’attività ma nessuno si è fatto avanti. Riccardo, sconsolato, al Corriere fiorentino dice che “nessuno vuole rilevare un’attività come questa, le ferramenta non attirano più nel centro di Firenze, chi compra pensa ad aprire ristoranti e bar”.
Torna quindi il tema della città svuotate dell’anima, dove le uniche attività che sopravvivono, salvo rarissime eccezioni, sono quelle in cui si mangia e si beve. E chi se ne frega di tutto ciò che serve e interessa ai cittadini. “Tanto ci sono i centri commerciali”, obietta qualcuno, aggiungendo che “lì si trova tutto”.
Massì, chiudiamo tutte le attività, anzi, chiudiamo anche i centri commerciali e facciamoci portare tutto ciò che ci serve a casa da Amazon. Qualcuno pensa che fra poco città come Firenze chiuderanno, nel senso che non ci abiterà più nessuno, saranno ad uso e consumo esclusivo dei turisti e di chi lavora per loro. Un triste destino a cui chi governa le città – e non solo – dovrebbe cercare di porre rimedio. Perché, solo per fare un esempio, l’esistenza di certe attività economiche crea quella rete sociale indispensabile non solo a vivere meglio (senza dover prendere l’auto per andare a comprare una vite o una lampadina) ma anche a garantire sicurezza. Perché non si può pensare che la sicurezza possa essere gestita solo con i mitra e le forze dell’ordine schierate per le strade.
Pensate, solo nel 2024 la Toscana ha perso circa 700 negozi e, secondo una stima di Confcommercio, entro il 2035 i capoluoghi potrebbero veder chiudere un quarto dei negozi di vicinato. Un problema serio che riguarda il tessuto sociale delle città, non solo il portafoglio dei clienti e dei negozianti. Un tema che dovrebbe essere affrontato dalla politica con una certa urgenza.
Aiutare le botteghe storiche e i piccoli negozi ad andare avanti vuol dire evitare che un quartiere e una città si riducano ad una mangiatoia senza anima né senso, neanche per gli stessi turisti che, giustamente, devono poter mangiare e bere ma anche “respirare” un posto vivo, non un cartonato.
Foto: Mesticheria Mazanti (Facebook)

