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Carrara, che fare per difendere il Duomo?

- Cronaca, Primo piano
10 Gennaio 2026

Ha destato scalpore la notizia che il Duomo di Carrara è stato chiuso dopo l’ennesimo furto con scasso, il quinto in pochi mesi, nel corso del quale è stato preso di mira persino il tabernacolo con le ostie consacrate. Il massimo dell’offesa, a livello religioso, visto che cristianamente quelle particole sono il “corpo di Gesù”.

Ecco cosa ha dichiarato don Piero Albanesi, parroco del Duomo: “Dopo aver subito in quattro mesi cinque furti con scasso nonostante le precauzioni di controlli, allarmi e videosorveglianze, mi trovo costretto a chiudere il nostro stupendo duomo. Lo faccio perché questo disagio non si amplifichi e possa turbare i più deboli: la pace dei bambini, la serenità dei più anziani, la vita della nostra comunità. Non è giusto che tante fatiche siano avvelenate e vanificate da gente senza scrupoli, senza pietà e senza rispetto. Le porte della chiesa sono sempre state aperte per tutti ma, dopo che qualcuno ha osato profanare la porta del tabernacolo, è necessario questo gesto in attesa di riparare i danni e perché ognuno si senta chiamato a vivere con ancora più forza la sua appartenenza. Il Duomo, chiesa madre, cuore della fede e della nostra città, rimarrà per il momento chiuso fino sabato 10 gennaio, alle ore 17.00 quando guidati dal nostro Vescovo ci ritorneremo insieme in un momento di adorazione e di preghiera in occasione di quanto accaduto”.

Riapertura, dunque, dopo la “preghiera riparatrice” alla presenza del vescovo di Carrara, Mario Vaccari. Ma che fare se i ladri dovessero tornare? Una nuova chiusura e una nuova riparazione? Urge correre ai ripari. Innanzitutto rivedendo nei minimi dettagli tutti i sistemi di sicurezza, che evidentemente non devono essere stati così efficaci. Poi, anziché chiudere, si potrebbe pensare di tenere aperto in talune fasce orarie purché vi sia la presenza, all’interno della struttura, di almeno una o due persone. Certo, è un sacrificio e un impegno, ma una comunità di un certo tipo può permetterselo, non stiamo parlando di un paesino di 50 abitanti.

Diciamo che un duomo chiuso non serve a nessuno e non ha alcun senso. Al limite si tolgano tutti, ma proprio tutti gli oggetti di valore, e si scriva questa cosa ben in evidenza, in diverse lingue, a mo’ di avviso ai potenziali ladri, che evidentemente non sono per nulla spaventati dalle telecamere di sicurezza. Poi si può pensare anche a degli allarmi da far scattare se ci si avvicina troppo a certe cose o si entra in certe zone ben delimitate. L’ultima soluzione è portare le persone (fedeli ma non solo) nel duomo e più in generale nelle chiese. A ben vedere sarebbe la soluzione più efficace ma non la più semplice.

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