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Rimessa laterale – Adesso un mercato e un girone di ritorno per ripagare la piazza / Andrea Cosimi

- Primo piano, Sport
9 Gennaio 2026

Non resta che risalire. Non poteva concludersi peggio il girone di andata più atteso da 34 anni a questa parte. Non poteva rivelarsi più sbagliata la sessione estiva di mercato, cosa ormai talmente evidente da non necessitare di essere nuovamente sottolineata.

Diciannove giornate sono filate via tra vittorie sfumate sul più bello, alcune prestazioni disastrose e altre sfortunate.

Se rimane inspiegabile la vergognosa prestazione a Lecce, per il resto i Neroazzurri ce l’hanno messa tutta, ma l’impegno non basta e non ha prodotto i punti che servivano per non essere dove invece siamo.

Sì, va bene gente che lotta, ma ci vuole anche gente che dia spessore a questa rosa che, più o meno puntualmente, rivela ogni partita la propria carenza di alternative, tanto è che molte sconfitte sono arrivate quando l’undici titolare è andato in debito di ossigeno e i subentrati non hanno garantito continuità.

Siamo a quattro punti dalla zona Salvezza attualmente occupata dal Genoa, anche se il Verona, che ci precede di un punto, ha una partita in meno. E poco sopra si affollano Lecce, Parma e Cagliari (con le prime due che hanno da recuperare una partita come il Verona). Fermiamoci lì, difficile pensare ad un coinvolgimento della Cremonese che ha già 22 punti.

Perché la quota Salvezza potrebbe attestarsi a quota 32/33 e ipotizzare un crollo dei grigiorossi tale da impedire agli uomini di Nicola di fare quei dieci/undici punti che mancherebbero sembra arduo. Non ho mai fatto mistero della stima che nutro per chi ha allestito la rosa dei lombardi, e i risultati si vedono.

Sette squadre dunque in lotta per evitare quelle tre posizioni che rispediscono in B.

A questo punto qualunque parte in causa deve chiarirsi le idee e domandarsi se sta facendo veramente di tutto per centrare una permanenza in A che avrebbe il sapore di una pagina storica.

La Società non può pensare di completare la rosa a fine mese, quando poi le giornate al termine sarebbero solo quindici (anche l’unico arrivo ad ora, la punta centrale Durosinmi, non è schierabile ad Udine e ancora non è pronto). Perché questo organico va completato con giocatori indubbiamente forti e non certo sul gong finale.

E si torni a parlare meno “verticalmente” ad una tifoseria che ha mostrato un cuore enorme, da altre parti si contesta, che venga maggiormente apprezzato il comportamento di un pubblico che sta mandando giù un campionato che poteva essere decisamente migliore.

Il Mister deve osare di più: io capisco che possa essere in difficoltà e che forse nemmeno lui si aspettasse una rosa così carente di alternative di livello, ma ormai non c’è più tempo da perdere e bisogna osare, Tramoni deve essere riscoperto più avanti (altro che cessione!) e da Moreo non si può prescindere nell’undici titolare.

Gilardino chieda inoltre alla Società quel fosforo che manca in mezzo al campo per innescare le punte, perché questo Pisa appare comunque leggerino.

Anche dietro non siamo il massimo, pure lì occorrerebbe un mastino in più.

E via chi non è all’altezza, anche emotiva e motivazionale. Ma non si diano a Nzola tutte la colpe: perché chi lo ha preso avrà valutato il carattere e la prospettiva di perderlo per la Coppa d’Africa, troppo facile ora scaricarlo, non bisognava puntarci dopo una estate “balbettante” sul mercato.

Mi piacerebbe una Piazza che vuole vincere e rimanere in A; cavolo, abbiamo aspettato 34 anni e ce la facciamo scivolare via così? Non possiamo trasformare una eventuale retrocessione in un successo, io non ci sto.

Sabato oltre mille Pisani si sobbarcheranno almeno dieci ore di viaggio in un solo giorno per sostenere il Pisa a Udine. Un appello mi sento di farlo proprio a chi scenderà in campo: ragazzi vincete per loro.

Andrea Cosimi

Foto: Gabriele Masotti

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