142 views 3 min 0 Commenti

La ricerca pisana sul nervo vago e la salute del cuore

- Primo piano, Università
26 Dicembre 2025

Un cuore che resta in buona salute e “giovane” potrebbe avere un segreto nel nervo vago. Lo si evince da uno studio coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e pubblicato su Science Translational Medicine, che dimostra come la preservazione di una innervazione vagale bilaterale del cuore rappresenti un fattore anti-invecchiamento. In particolare, si legge nello studio, il nervo vago cardiaco destro sembra un vero e proprio “guardiano” della salute dei cardiomiociti, contribuendo a preservare la longevità del cuore indipendentemente dalla frequenza cardiaca.

Lo studio è stato condotto con un approccio fortemente multidisciplinare che, come si legge in una nota, “integra medicina sperimentale e bioingegneria applicate alla ricerca cardiovascolare”. In particolare, la ricerca è stata guidata dall’Unità di Medicina Critica Traslazionale (TrancriLab) del Centro di Ricerca Interdisciplinare Health Science, sotto la responsabilità del professor Vincenzo Lionetti, e dal laboratorio dell’Istituto di Biorobotica guidato dal professor Silvestro Micera, che ha contribuito allo sviluppo del condotto nervoso bioassorbibile utilizzato per facilitare la rigenerazione vagale.

La sperimentazione è stata realizzata a Pisa grazie a un finanziamento europeo FET (Future and Emerging Technologies) nell’ambito del progetto “NeuHeart” e, in parte, con il supporto dei fondi PNRR del Tuscany Health Ecosystem.

Lo studio ha coinvolto un ampio network di istituzioni di eccellenza italiane e internazionali, come la Scuola Normale Superiore, l’Università di Pisa, la Fondazione Toscana G. Monasterio, l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, l’Università di Udine, GVM Care & Research, la Al-Farabi Kazakh National University, il Leibniz Institute on Ageing di Jena e l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne”.

“Quando l’integrità della connessione al nervo vago viene persa – spiega il professor Lionetti – il cuore invecchia più rapidamente”. “Il ripristino, anche solo parziale, della connessione tra il nervo vago destro e il cuore è sufficiente a contrastare i meccanismi di rimodellamento e a preservare una contrattilità cardiaca efficace”, commenta Anar Dushpanova, cardiologa del TrancriLab e prima autrice dello studio.
Determinante, per lo studio, è stato il contributo della bioingegneria. “Abbiamo sviluppato un condotto nervoso bioassorbibile impiantabile progettato per favorire e guidare la rigenerazione spontanea del nervo vago toracico a livello cardiaco”, spiega Eugenio Redolfi Riva, co-autore del brevetto della neuroprotesi.

“Nel loro insieme – conclude il prof. Lionetti – questi risultati aprono nuove prospettive per la chirurgia cardiotoracica e trapiantologica, suggerendo che il ripristino dell’innervazione vagale cardiaca al momento dell’intervento possa rappresentare una strategia innovativa per proteggere il cuore a lungo termine, spostando il paradigma clinico dalla gestione delle complicanze tardive associate all’invecchiamento cardiaco precoce alla loro prevenzione”.

Foto: Santannapisa.it

Condividi la notizia:
Articoli pubblicati: 2

Un fiume unisce la Toscana e rappresenta il modo di vivere forte e intraprendente del suo popolo. L'Arno.it desidera raccontarlo con le sue storie, fatiche, sofferenze, gioie e speranze. Senza dimenticare i molti toscani che vivono lontani, o all'estero, ma hanno sempre nel cuore la loro meravigliosa terra.

Lascia un commento