207 views 2 min 0 Commenti

Vasco Gronchi festeggia i 50 anni da falegname. “L’artigianato è un’arte che non morirà mai”

- Economia, Primo piano
23 Dicembre 2025

Dicono che tutto è cambiato, che ormai i negozi chiudono uno dopo l’altro, che le attività artigianali fanno parte solo dei libri dei ricordi, che nulla sarà mai (bello) com’era prima. Eppure c’è qualcuno che lavora e resiste al cambiamento. È la storia di Vasco Gronchi, falegname cascinese, che ha una bottega artigiana in quel di Fornacette (Pisa).

Vasco ogni giorno apre la sua bottega e lavora. Lo fa, anche di domenica. Il suo luogo di lavoro profuma di passione e dedizione. Ogni intaglio esposto è un “prototipo”, il primo di una lunga serie, fatto rigorosamente a mano. Le opere che si trovano nella bottega di Vasco sono delle vere e proprie creazioni artistiche.

Ma come lavora Vasco? Chi lo conosce dice che si è sempre ispirato alla tradizione classica: Barocco, Barochetto, Impero, Chippendale. Socio della Società Operaia di Cascina e sostenitore del Museo della Società Operaia, Legno e Mestieri, Vasco, che ha iniziato come “ragazzo di bottega”, è un simbolo vivente di un’arte che, nonostante le apparenze, non si è mai fermata. Fra i suoi clienti vi sono persone molto facoltose (dal Vaticano ai principi, per finire ai set televisivi) e qualcuno si ricorda che, un po’ di anni fa, realizzò una bella poltrona a Papa Giovanni Paolo II.

“Molti giovani hanno talenti manuali – osserva Vasco con una punta di amarezza – ma vivono in un’epoca dove queste professioni sono sempre più rare. L’arte e la creazione di manufatti sono stati superati da un consumismo frenetico e dalla mancanza di conoscenza della bellezza classica. Oggi, i giovani talentuosi nell’artigianato hanno meno possibilità di emergere”. Forse chi ci governa dovrebbe pensare anche a questo, perché se il “bello” è ancora apprezzato (e acquistato), perché no continuare a produrlo in Italia, come sappiamo fare bene?

​Molto bello il messaggio che Vasco lascia alle nuove generazioni: “Mi piacerebbe che i ragazzi riscoprissero la bellezza di questo lavoro, non solo come dedizione, ma come un atto d’amore per il dettaglio e la qualità. L’artigianato è un’arte che non morirà mai, basta volerla riscoprire.”

Condividi la notizia:
Lascia un commento