Alessandro ha 49 anni e abita ad Albinia (Orbetello), in provincia di Grosseto. È dipendente del Comune di Capalbio (GR). Ci ha mandato le foto del presepe che ha allestito a casa sua. Guardandole ci ha subito colpito per un particolare: in quasi tutte si vedono, oltre ai classici personaggi del presepe della tradizione, anche dei gatti. Così abbiamo deciso di fargli alcune domande.
Come nasce l’idea di inserire anche i gatti nel suo presepe?
“Sono animali che adoro, ne ho sei, di cui cinque vivono esclusivamente in casa mia. ‘Gatto topino’ tra tutti è il meno domestico. Ci saranno stati sicuramente anche questi animali all’epoca della nascita di Gesù. Sarà mancato un gatto? E così mi sono chiesto: perché non metterli anche nel presepe?”.
Cosa ci può dire del suo originale presepe?
“L’allestimento è iniziato nel 2012, dopo che mi sono trasferito in provincia di Grosseto dalla provincia di Milano. Da lì, ogni anno aggiungo qualcosa. Ora è allestito su 3 livelli, il tutto con illuminazione programmata da domotica, per simulare alba, giorno, tramonto e notte”.
Che tipo di statuine utilizza?
“Le aggiungo di anno in anno. Solitamente ricerco statuine ‘made in Italy’ anni 70-80-90 in resina. Ad oggi, statuina più, statuina meno, saranno una novantina, gatti esclusi. La struttura, il 90% dei componenti e ovviamente tutto l’allestimento sono creati da me”.

Da cosa nasce questa passione?
“Manualità e fantasia non mi mancano. Ho fatto per 20 anni il falegname. Mi diletto, ogni tanto a lavorare anche il metallo. L’unico problema di allestire il presepe in casa, come potrà immaginare, è farlo convivere con i miei ‘inquilini pelosi'”.
Se non sbaglio i suoi gatti hanno anche una pagina Facebook dedicata...
“Sì, è questa: ‘Eredi MigliorGatto’. I follower possono seguire le avventure dei miei piccoli amici”.

A proposito di lavori in metallo, tra le sue foto vedo anche una rosa…
“Sì, è di ferro e rame. L’ho realizzata per partecipare ad un’iniziativa proposta da un fabbro norvegese nel 2014. La sua idea era questa: costruire un monumento, di fronte alla cattedrale di Oslo, per commemorare tutti i ragazzi uccisi nella strage sull’isola di Utoya il 22 luglio 2011. Fabbri da tutto il mondo hanno inviato più di 1000 rose per comporre il monumento, di cui fa parte anche la mia. Il progetto si chiamava “Iron Roses for Norwsy“, qui si può trovare tutta la storia, se volete dare uno sguardo. Ho realizzato anche altri oggetti, come delle piccole sculture fatte con grossi vecchi chiodi, ed alcuni animali in legno.


