La strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno (SGC FI-PI-LI) viene progettata alla fine degli anni Sessanta e, purtroppo per i toscani, quando vede la luce è già inadeguata per i volumi di traffico che, nel frattempo, si sono raggiunti. Basti pensare che nel progetto iniziale non erano previsti neanche lo spartitraffico e le corsie di emergenza. L’Anas ne delibera la costruzione nel 1967 per realizzare una parallela all’autostrada A11 cercare di alleggerire il traffico già all’epoca congestionato (per il passaggio nei centri urbani) lungo la Tosco Romagnola, da Firenze verso il mare.
I gravi incidenti che si verificarono negli anni Ottanta, sia per l’alta velocità degli automobilisti che per il pesante deterioramento del fondo stradale, ma anche per la totale mancanza di sistemi di sicurezza (ci furono anche degli scontri frontali) resero indispensabile un urgente riadattamento/miglioramento nel corso degli anni. Proprio per questo furono installate le barriere Jersey e si rifece il manto stradale. Purtroppo per motivi progettuali (essenzialmente per la scelta iniziale del tracciato) non fu possibile allargare la strada, come invece sarebbe stato necessario fare.
Il prolungamento verso Pisa e Livorno iniziò negli anni Ottanta, anche se per diverso tempo i lavori si fermarono a Montopoli Valdarno. Una forte accelerata al completamento dell’arteria stradale arrivò grazie ai Mondiali di calcio di Italia 90, i cui fondi permisero di completare il tragitto per Pisa nel 1990. La diramazione per Livorno arrivò cinque anni dopo. I lavori furono definitivamente chiusi solo nel dicembre 2003, ben 34 anni dopo l’avvio dei primi cantieri.
Fatta questa doverosa premessa storica, veniamo all’attualità. La strada è percorso ogni giorno da decine di migliaia di auto e camion, e purtroppo è una vera e propria Odissea per chi la deve percorrere, specie in certi orari. Il nuovo assessore regionale a Infrastrutture e trasporti, Filippo Boni, di recente ha illustrato il progetto “Toscana Strade“, una società pubblica che sarà interamente dedicata alla gestione alla manutenzione della FIPILI. Regione Toscana ha già stanziato dieci milioni di euro per i primi lavori, quelli più urgenti: è previsto l’ampliamento della corsia di emergenza vicino alle uscite per cercare di ridurre le code e gli incidenti, specie negli orari di punta.
L’assessore spiega a La Nazione che “la Regione ha commissionato all’Università di Pisa uno studio dettagliato sui punti più critici dell’arteria, analizzando incidentalità, congestioni e fragilità strutturali. I dati indicano come area più problematica il tratto il tratto Scandicci-Lastra a Signa e Montelupo-Ginestra Fiorentina. È lì che concentreremo i primi interventi, programmati per il biennio 2027-2028″.
Le risorse finanziarie necessarie per mettere in sicurezza e garantire la necessaria manutenzione come arriveranno? L’assessore indica tre strade: fondi regionali, finanziamenti statali e una quota dei proventi degli autovelox (il 50% di quelle entrate agli interventi sulla strada). C’è anche un’altra ipotesi che circola da tempo, istituire un pedaggio, ma solo per i mezzi pesanti (sopra le 35 tonnellate). Però, su questo punto, non vi è al momento alcuna certezza. Anche se le polemiche già abbondano.
Leggi anche:
FI-PI-LI, più che una superstrada una ruota della sfortuna / di Luca Bocci

