Tredici giornate disputate, un terzo del campionato è alle spalle, il Pisa ha dimostrato ripetutamente di potersela giocare ma, se la vediamo con freddezza, il passo attuale non è sufficiente per rimanere nella massima categoria.
Ci mancano diversi punti legati ad alcune direzioni arbitrali sfavorevoli, verissimo, ma è altrettanto innegabile che i Neroazzurri ad oggi hanno segnato un solo goal all’Arena e in trasferta, in più di una occasione, la vittoria l’hanno buttata via per inesperienza (su tutte al Mapei contro il Sassuolo, dove quella infausta rimessa laterale all’ultimo minuto brucia ancora).
Capitano poche occasioni e, specialmente in casa, i Neroazzurri non le concretizzano.
Contro l’Inter i ragazzi di Gilardino hanno disputato una partita sontuosa fino al goal di Lautaro, ancora una volta generato da una nostra sbadata rimessa laterale e una difettosa copertura sulla punta (come già successo ad esempio a Napoli e a Torino).
Alla vigilia ero abbastanza convinto che il nostro Pisa avrebbe fatto bene, ma ero altrettanto ragionevolmente sicuro che il risultato finale avrebbe potuto essere condizionato dalla differenza evidente di ricambi nella ripresa, e così è stato.
Va comunque assolutamente riconosciuto merito a Gilardino, il Mister ha coniato una squadra di grande identità, e lo ha fatto sostanzialmente basandosi sul gruppo che la A l’ha conquistata, perché alla fine il Pisa continua a giocare con almeno otto undicesimi, se non nove, di coloro che erano in serie B l’anno passato.
E la cosa può anche essere concepibile, ma ciò che rimane per me incomprensibile, e lo ribadisco, è il mercato estivo, che al momento non si è rivelato all’altezza della categoria.
Non è solo questione di sfortuna, perché quando prendi certi giocatori valuti già in partenza che cosa potrebbe accadere in termini di infortuni.
E quando prendi Nzola, che sta facendo prestazioni di tutto rispetto, forse sarebbe stato opportuno aver messo in preventivo la convocazione in Coppa d’Africa e dotare la rosa di un’altra punta di spessore oltre al lodevole Meister.
La rosa è evidentemente corta, occorrono alternative di livello sia davanti sia in mezzo al campo, e a quanto sembra la Società sta ragionando in tal senso.
Certo se si prendono giocatori che la A non la conoscono, e magari non ad inizio gennaio, si rischia di pagare salato scommesse del genere.
E fa una certa invidia vedere il campionato delle due squadre che sono salite con noi, perché è palese che Sassuolo e Cremonese il mercato lo hanno fatto alla grande.
Si riparte dunque domani dal Parma, uno scontro diretto da vincere e sicuramente da non perdere.
Gli emiliani sono molto vulnerabili dietro ma davanti possono fare male, con Pellegrino, classica prima punta di ottimo livello (già 4 reti), Bernabè (due) oltre ad altri vari profili offensivi interessanti.
Bisognerebbe dare la medaglia a chi concepisce gli orari, perché il Pisa appena quattro giorni dopo dovrà giocare a Lecce contro una squadra che avrà nelle gambe un giorno di riposo in più, in casa, in un match salvezza.
Domani ci aspetta il solito splendido tifo neroazzurro, ingiustamente penalizzato dal divieto di trasferta per tre mesi che, lodevolmente, il Centro di Coordinamento in primis sta combattendo a suon di ricorsi a beneficio di tutti.
Speriamo che sia una giornata perfetta, accompagnata dall’inno di sempre (magari non veicolato per dieci minuti di fila nel pre partita come avvenuto con l’Inter), visto che quello di Bocelli sembra essere stato accantonato a furor di popolo.
Rendiamoci conto di quanto sia bello essere in serie A, grati a questa Proprietà per quello che ha fatto e sta facendo, anche se si può sempre migliorare, e a gennaio sarà un bel banco di prova per Dg e Ds.
Il livello medio delle “pericolanti” autorizza aspettative di Salvezza, ma dobbiamo girare ad almeno sedici/diciotto punti, perché con il passo attuale si rischia seriamente di tornare in serie B.
Di nuovo l’appello di sempre, ognuno faccia la propria parte, senza sottovalutare alcunché, a tutti i livelli.
Andrea Cosimi
Foto: Gabriele Masotti

