Il Tar del Lazio ha stabilito che i tifosi del Pisa dovranno restarsene a casa fino al 22 gennaio 2026 per le partite in trasferta. I ricorsi contro il decreto emesso dal ministro dell’Interno sono stati respinti. Com’è noto Matteo Piantedosi ha imposto lo stop alle trasferte per tre mesi dopo alcuni episodi di violenza accaduti a Pisa, in prossimità dello stadio, lo scorso 18 ottobre. Fatti che, come tutti ricorderanno, furono scatenati dalle violente provocazioni di un manipolo di tifosi scaligeri, giunti senza alcun controllo a ridosso dell’impianto sportivo. Anziché sanzionare i responsabili delle violenze, dell’una e dell’altra parte, le autorità hanno deciso di punire un’intera comunità, vittima di un’aggressione in casa propria e condannata ingiustamente nella sua totalità.
Per i giudici del Tar lo stop alle trasferte imposto dal Viminale ha “una finalità preventiva e cautelare rispetto al pericolo di nuovi episodi violenza e di turbativa dell’ordine pubblico, in occasione dei prossimi incontri di calcio delle rispettive compagini calcistiche”. In più nella sentenza si legge che “detti provvedimenti risultano essere adeguatamente motivati, anche alla luce delle risultanze istruttorie dedotte dall’amministrazione”.
Tutto regolare, tutto secondo la legge, ha stabilito il Tar. L’ingiusto trattamento rivolto a tutta la tifoseria pisana “risulta del tutto recessivo rispetto all’interesse pubblico primario tutelato dalle misure preventive ministeriali qui gravate, che sono state disposte in conformità al quadro normativo vigente e nell’esercizio del potere valutativo ivi attribuito al ministro dell’Interno”. Insomma, prima di tutto, dicono i giudici, viene la tutela dell’ordine pubblico, poi il resto, compresa la libertà dei cittadini e dei tifosi che non hanno fatto nulla di male.
Ora resta la strada del ricorso al Consiglio di Stato, che molto probabilmente verrà presentato.
Dopo quelle con il Milan e il Sassuolo i tifosi del Pisa dovranno rinunciare alle seguenti trasferte: Lecce, Cagliari, Genova, Udine. Contro l’Inter a San Siro, il 23 gennaio, potranno tornare a seguire la propria squadra.
Inutile girarci intorno, ciò che è avvenuto è una vera e propria vergogna. Se i giudici del Tar non hanno colpe perché hanno applicato la legge, è evidente che quest’ultima è sbagliata oltre che ingiusta e intrinsecamente liberticida. Lo ripeteremo fino alla noia: chi sbaglia deve pagare, ma chi non ha fatto nulla di male e viene punito è un perseguitato dallo Stato.
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