157 views 3 min 0 Commenti

Un viaggio per tutti attraverso i “Sentieri Instabili” di Niccolò Viale

- Cultura
27 Novembre 2025

La profetica, famosa frase di Andy Warhol del millennio scorso “in futuro tutti vorranno essere famosi per quindici minuti”, fotografa bene l’atmosfera dei nostri giorni in cui tutti si danno un gran daffare per mettersi in mostra. |Si è infatti accresciuto e si accresce, di giorno in giorno, il numero di persone che cantano, ballano, suonano, scrivono. Queste ultime sono talmente tante al punto che nel nostro paese è più alto il numero degli “scriventi” che dei “leggenti”. Pare che in molti casi si scriva solo per dar sfoggio di cultura o gratificare il proprio ego attraverso opere autoreferenziali e ben poco significative, originali o interessanti per gli altri.

Ma non è il caso di uno delle ultime pubblicazioni di Felici Editore, ovvero “Sentieri instabili” del giovanissimo autore pisano Niccolò Viale. Questa penna, o mouse che dir si voglia, al contrario di tanti altre dà l’idea di scrivere per necessità comunicativa, proprio come gli autori “veri”, spinta dal desiderio di trasmettere qualcosa di interiore, personale, profondo, utile a tutti e non solo alla propria vanità.

In questo libro, che si legge d’un fiato, si narra del viaggio per antonomasia, il celeberrimo “Cammino” che porta a Santiago di Compostela, intrapreso dall’autore per combattere i postumi di una delusione amorosa. Ma nell’intraprendere questo viaggio letterario non c’imbattiamo nella cronaca dettagliata del tragitto, bensì nelle riflessioni teleologiche interiori dell’autore scaturite dall’esperienza vissuta.

Lo stile in cui è scritto è assolutamente paratattico, ovvero composto da frasi brevi, sentenziali, decisive, che arrivano al bersaglio con facilità e semplicità rendendo piacevole il percorso del lettore. Tra le tante riflessioni presenti l’autore colpisce quando fa presente come la cosa più difficile non sia portare o sopportare il dolore bensì spiegarlo, renderlo pubblico. Per cui, a suo dire, s’impara ad usare il silenzio, a far finta che tutto proceda nel modo migliore anche quando il corpo urla a voce bassissima.

Ma per fortuna, continua il saggio Viale, arrivano momenti come quelli successivi alla pioggia in cui sparisce il rumore e arriva un raggio di luce, la felicità in mezzo agli alberi. E si respira di nuovo, senza problemi. “Perché la felicità arriva quando smetti di cercarla”. E per arrivare a questo risultato occorre seguire il consiglio di questo saggio autore: “Riuscire a stupirsi, ogni giorno”.

Ci sono altre considerazioni valide per ogni tipo di viaggio che ognuno di noi intenda intraprendere presenti in questo libro che “si può chiudere quando si vuole” ma, suggerisce ancora la voce narrante, sarebbe preferibile “non chiudere mai il cammino, qualunque sia la meta da raggiungere”. E se sei stanco siediti e poi ricomincia: “Perché non sei sbagliato. Sei solo umano. E anche così, sei già abbastanza”.

Arricchita da una dotta e appropriata postfazione del professore e consulente editoriale Pierantonio Pardi, questa nuova e interessante proposta editoriale merita senza dubbio attenzione e considerazione.

Guido Martinelli

Condividi la notizia:
Articoli pubblicati: 290

Collaboratore

Lascia un commento