All’ultimo minuto fa male, dà veramente noia. Stadio gioiello semivuoto, serata freddissima, triste ancora una volta volgere lo sguardo verso il settore ospiti, privo del nostro colore e del nostro calore.
Bello il coro dei pochi tifosi di Curva Sassuolo, “vaffanculo al calcio moderno”: quel calcio moderno, piegato alle esigenze televisive, che costringe a giocare di lunedì, in una serata ormai di inizio inverno più che di autunno inoltrato. Quel calcio moderno che in Italia ha imboccato la preoccupante direzione dei divieti generalizzati delle trasferte.
Nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, argomento che merita la massima attenzione possibile ogni giorno, il Pisa non sfigura, specialmente il primo tempo: al rigore lampo di Nzola replica subito Matic al volo da fuori area, con la nostra difesa a guardare e lenta ad uscire.
Nella ripresa meglio i locali, e pure, da un meraviglioso assist di Moreo, Meister ci aveva riportato in vantaggio nell’unico grande acuto della sua prestazione.
Da lì in poi è mancato fiato ed è mancata malizia, come nel caso del cambio fallo al 93esimo dal quale poi è nato l’ultimo attacco decisivo dei neroverdi.
Sul cross di Volpato nuovamente mal posizionata la nostra difesa per la rete del pareggio.
Ci siamo rimasti di sasso.
Nella strada di ritorno ci consoliamo con un’altra buona prestazione, con un pari che muove la classifica e con la convinzione che Gilardino sta confezionando un Pisa che se la può giocare questa benedetta Salvezza.
Domenica l’Inter che, ai tempi di Romeo, spesso a Pisa ha vissuto brutte giornate.
Crediamoci, perché la permanenza in A si costruisce punto dopo punto.
Andrea Cosimi
Foto: Pisa Sporting Club (Facebook)

