Abbiamo acquisito la documentazione ministeriale ufficiale, relativa al rilascio della VIA-VAS relativa alla Project review del Piano di sviluppo dell’Aeroporto di Firenze al 2035. Prima di approfondire il contenuto delle 237 pagine del parere della Commissione tecnica, esprimiamo la nostra vicinanza ai neo consiglieri regionali Chimenti, Falchi ed anche Galletti, nonostante l’accordicchio dei 5 stelle, firmato dalla Taverna con Giani, peraltro già ignorato dai pentastellati insieme a parte del Pd nazionale e locale.
Anche oggi la stampa locale non riporta prese di posizione dei nostri politici, contrari al progettino fiorentino che indebolirà l’economia costiera. Leggiamo che un consigliere comunale pisano di maggioranza e che fa riferimento all’assessorato del commercio e turismo, che dovrebbe quindi conoscere i numeri connessi all’indotto creato dallo sviluppo aeroportuale, esprime il proprio “dissenso astenendosi come forte segnale su tutti gli atti discussi e votati”.
Siamo dell’idea che la contrarietà deve essere fattuale e non astratta, per cui suggeriamo al consigliere di coinvolgere il Consiglio comunale, l’assessorato di riferimento e i tecnici comunali nell’approfondimento del parere di VIA, soprattutto sugli aspetti che suggeriamo:
- il nuovo aeroporto, ripetutamente dichiarato City airport, avrà la pista 11 29 di 2200m, di categoria 4C, non utilizzabile da velivoli di classe superiore (D, E), ma prevede un’area d’inversione di direzione in testata 11 che sarebbe inutile per i velivoli di classe C, ma indispensabile, in assenza della via di rullaggio, ai velivoli di classe “D-E”, utilizzabili per voli intercontinentali;
- nello studio, ENAV per la gestione dello spazio aereo, il velivolo di riferimento risulta di classe “D” (potenzialmente intercontinentale); in quello utilizzato per garantire le separazioni tra velivoli ed evitare gli effetti di scia, si menzionano il B757 ed aerei Super Heavy (intercontinentali) e non velivoli di classe “C” (da “City Airport”);
- la nuova pista, dichiarata ripetutamente monodirezionale, salvo emergenze, prevede sulle mappe, oltre le testate pista 11 e 29, 60 m. di Clearway (metri da aggiungere alla lunghezza della pista per il calcolo della distanza disponibile per il decollo). Ma se la pista è monodirezionale, la testata 29 (lato Firenze) non dovrebbe averla. A meno che ENAC preveda la pista come “preferibilmente” monodirezionale, ma in futuro utilizzabile anche per decolli verso Firenze, peggiorativi degli attuali su Brozzi/Quaracchi;
- l’attuale pista da eliminare, che a detta di Giani disturba 40mila sorvolati (con la stessa superficialità e senza riferimenti di decibel, si può affermare che a Pisa nei decolli verso nord, se ne disturbano il doppio) movimenta un massimo di 15 velivoli/ora. Ma nel 2003, costruendo la via di rullaggio prevista dalla VIA approvata all’epoca, Firenze poteva già aumentarli;
- la nuova pista monodirezionale è senza via di rullaggio e movimenterà un massimo di 16 velivoli: ci chiediamo, come piccoli azionisti e lo chiediamo ai pubblici azionisti, nonché ai Consiglieri indipendenti di TA: “Il gioco vale la candela? A nostro giudizio no: un progetto industriale di molti milioni (quanti, con l’aggiornamento delle prescrizioni e delle opere pubbliche ancillari, esterne all’aeroporto?), che ne prevede anche 150 da fondi pubblici, per l’incremento di un solo movimento/ora ed una operatività della pista monodirezionale, inferiore al 50%, non vale assolutamente la candela, se non per i fan pubblici/privati fiorentini che pretendono un nuovo aeroporto, fuori dal loro uscio di casa, pur di perseverare di non accettare di prendere un treno veloce per il Galilei (questo sì, da fare).
Ribadiamo quindi la nostra solidarietà ai pisani ed ai toscani che si opporranno con i fatti a questo progetto, che arricchirà ulteriormente la città metropolitana fiorentina, a danno della Toscana costiera.
Il presidente degli Amici di Pisa
Franco Ferraro

