A metà Ottocento Pisa riuscì a riunire in un solo personaggio due espressioni culturali apparentemente molto distanti, come la chimica e la musica. In che modo? Tutto era iniziato con le idee di un granduca lorenese, Pietro Leopoldo, che regnò in Toscana fino al 1790, anno in cui divenne imperatore d’Austria. Sovrano illuminato, finanziò con generosità gli studi chimici universitari pisani, perché credeva molto nella chimica come possibile molla del progresso economico. I fondi che stanziò produssero uno sviluppo che, nel corso di qualche decennio, portò la chimica pisana a un alto livello europeo. Dalla piccola e scomoda sede iniziale la cattedra e i laboratori nel 1833 si trasferirono in via Santa Maria, dove ora si trova la Domus Galileiana, ambiente decisamente più idoneo e decoroso.
In quel luogo nel 1861 condusse alcune ricerche il chimico russo Aleksandr Borodin, più noto come musicista, che a Pisa compose anche un quintetto per piano e archi, tuttora molto eseguito.
A questo genio della musica e della scienza l’associazione culturale ScopriAMO Pisa venerdì 14 novembre ha dedicato un interessante incontro, con il chimico e giornalista Gianni Fochi che ha raccontato il personaggio Borodin. Alcuni membri dell’Orchestra Giovani Armonie, hanno eseguito le sue musiche: Cecilia Bianchi al primo clarinetto, Matilde Mosti al secondo clarinetto e Amedeo Ademollo al clarinetto basso.

L’evento, finanziato dalla Regione Toscana, è stato abbinato alla visita di una bella mostra di testi conservati a Pisa nell’Archivio di stato: la raccolta evidenzia l’insieme di iniziative con cui Pietro Leopoldo mirava a razionalizzare e ammodernare la vita pubblica toscana, come sapientemente illustrato al pubblico da Jaleh Bahrabadi, direttrice dell’archivio.


Mi piace questo articolo perché dimostra che anche a Pisa la cultura non finisce dopo cena. Che lArno unisca Toscana e suo popolo forte, è ovvio, ma che un chimico e un granduca possano essere oggetto di un incontro è più sorprendente della Festa della Repubblica. Bravissimi di far sentire il quintetto di Borodin e la storia di Leopoldo, magari dopo si potrebbe fare un seminario sulla razionalizzazione della vita sociale toscana, usando la musica come modello. Forse il prossimo evento potrebbe essere Come modernizzare la colazione toscana, con una conferenza sullarte di fare il caffè a più mani, magari con un assaggio di scienza e musica in più.