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Al “Cambio” di Castelfiorentino la fotografia ci regala forti emozioni: due mostre da non perdere

- Cultura, Primo piano
6 Novembre 2025

“Una bella fotografia racconta una storia, rivela un luogo, un evento, uno stato d’animo, è più potente di pagine e pagine scritte”. Questa affermazione della scrittrice Isabel Allende è molto azzeccata per descrivere l’importanza dell’arte di scattare immagini che ormai viene apprezzata e valorizzata come qualsiasi altra forma d’arte. Infatti, nel momento in cui una fotografia riesce a emozionare, a sorprendere, a comunicare qualcosa di profondo si può dire che diventi un prodotto veramente artistico. Considerazioni che ritengo utili allorché si decida di passare dal centro culturale “Cambio” di Castelfiorentino, nuovo e ottimo polo culturale del centro storico della cittadina toscana inaugurato nel 2024 negli spazi che un tempo ospitavano un cinema. Si tratta di un’area multifunzionale di 4 piani dedicata all’arte e alla cultura che celebra, così, 140 anni di Banca Cambiano ed Ente Cambiano. La banca porta questo nome proprio perché fondata il 20 aprile del 1884, come credito cooperativo, da venti cittadini a Cambiano, frazione di Castelfiorentino, con attuale sede legale a Firenze.

In tale bella sede in questi giorni si possono ammirare diverse mostre: due fotografiche su Robert Doisneau e David Bastianoni, una di progetti e foto dell’architetto Gae Aulenti, e una permanente comprendente sculture e quadri di autori vari, soprattutto del territorio, di proprietà della banca.
E proprio riguardo alle due mostre fotografiche si ritiene che si possa parlare di arte in senso puro.

Visitare la prima, con gli scatti di Doisneau, (1912-2024), è senza dubbio un’esperienza di alto livello. Il francese è noto soprattutto per essere l’autore di quel famoso scatto pubblicato dalla rivista Life nella primavera del 1950 in cui si vedono due ragazzi che si scambiano un bacio appassionato nel centro di Parigi. Fu l’emblema della rinascita emotiva e del desiderio di tenerezza nonché di rivendicazione sentimentale di una generazione dopo gli orrori bellici. Doisneau, nato come fotografo industriale per la Renault, ha vissuto e ripreso Parigi durante l’occupazione nazista, la resistenza a cui partecipò attivamente, e nel secondo dopoguerra.



I circa 200 scatti presenti nella mostra, dagli anni ’30 ai ’90 del secolo scorso, sono momenti descrittivi, semplici ma attenti, in bianco e nero realistico, di vite di ragazzi e adulti della periferia della capitale francese, che trasmettono empatia e vicinanza. Per non parlare di altri soggetti come artisti importanti dell’epoca (Picasso, Prevert, Tati, solo per citarne alcuni) ripresi nella loro dimensione quotidiana. Perché, come sosteneva sempre lui, “il fotografo deve essere una spugna che assorbe la poesia del momento”.


La seconda mostra altrettanto degna di nota e sorprendente perché inattesa, è di David Bastianoni (1900-1986), un sarto del luogo ma “con la fotografia nel cuore”, come fu definito dallo storico e giornalista Sergio Marconcini. Molto attivo nel dopoguerra nella vita sociale e politica comunitaria del suo luogo natìo, contribuì alla rinascita del Teatro del Popolo di Castelfiorentino, e con la sua Leica scattò più di 30.000 foto nel periodo 1942- 1955 i cui provini e negativi sono stati acquisiti dalla banca.

Queste foto, anch’esse in un bianco e nero riproducente la realtà senza filtri, sono incentrati sul fiume, i paesaggi, la vita quotidiana del paese e della campagna. Sono testimonianze realistiche della vita e dei riti di un antico mondo contadino ormai perduto che, però, continuano a lasciare emozioni struggenti.

Entrambe le mostre lasciano una scia di nostalgici rimpianti per chi quegli anni li ha vissuti anche se per poco tempo, che diventano testimonianze decisive per raccontare ai più giovani cosa c’è stato prima di loro. Perché siamo quello che siamo stati.

Si tratta di due momenti artistici emozionanti perché coinvolgenti e veri che, proprio come diceva il fotoreporter transalpino Marc Riboud, permettono a chi osserva di “assaporare intensamente la vita, ogni centesimo di secondo” di chi è passato prima di noi su questo pianetino disperso nel nulla dell’universo.
Cosa si vuole di più?

Guido Martinelli

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1 Commento
    Đồng hồ thế giới

    Che meraviglia! Queste mostre fotografiche al Cambio sono un vero spasso, un po come scattare con la Leica un bacio appassionato tra i link del menu online. Doisneau ci insegna a assorbire la poesia del momento anche tra le pagine di un sito web, mentre Bastianoni ritrae i paesaggi della mia home page con la stessa tenerezza di un bacio post-prandiale. Forse manca solo una sezione con scatti dei fratelli Bagnoli, re del gelato digitale, per rendere lesperienza davvero completa e… gustosa. Bravissimi!

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