È proprio il caso di dirlo, “luci a San Siro”, ma che stavolta si sono accese per il Pisa, che con una prestazione superlativa ha bloccato il Milan capolista strappando un pareggio prezioso con il risultato di 2 a 2. Passano in vantaggio i padroni di casa con Leao al minuto 7′ del primo tempo. Nella ripresa al 59′ Cuadrado pareggia la posta su rigore e poi Nzola a 5′ dal termine ribalta la gara portando il Pisa in vantaggio. Al 93′, in pieno recupero, Athekame acciuffa il pareggio per i padroni di casa. Un buon pareggio per i nerazzurri, che fa morale. Conforta poi il fatto che la Fiorentina a San Siro nella gara precedente abbia perso: noi almeno abbiamo pareggiato, anche se, ad un certo punto, abbiamo pregustato il sogno della vittoria. Ma andiamo avanti, grazie mister Gilardino, grazie ragazzi ed ora sotto con la Lazio.
I COMMENTI DEI TIFOSI A FINE GARA
Ascoltiamo il parere di Chicca Gheri (foto) del gruppo dei Pisani a Roma, presente a San Siro: “Emozione agrodolce per la scellerata decisione del Governo di vietare la trasferta a 4200 pisani. Nel calcio, come purtroppo nella vita, vengono penalizzati ancora una volta i ceti popolari tenendo chiuso il settore a 9€ per i motivi che sappiamo. Del resto, come canta il maestro De Gregori, la prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento…. Venendo alla partita, il violino di Gila alla Scala del calcio di Milano suona Luci a San Siro”.

Passiamo al mitico Francesco “Frank “Fasulo (nella foto sotto con il nipote) dei Pisani al Nord, che “giocava in casa”: “Finisce con la macchina di famiglia, con la sciarpa fuori, per le vie di Milano, con mio fratello che suona il clacson ed urla “Pisa, Pisa!”. Una esperienza surreale in una settimana che non si può descrivere, per un tifoso del Pisa perché ti hanno tolto la possibilità di seguire la tua squadra preferita a San Siro dopo 40 anni per una ingiustizia clamorosa che non serve a nessuno e probabilmente punisce gli imbecilli di Rieti che hanno tirato il mattone uccidendo quel povero Cristo che guidava il pullman… assassini sicuramente, imbecilli pure. Passando alla partita di stasera, non il miglior Pisa visto quest’anno, però, alla fine, il fatto di segnare due gol a San Siro rimarrà nella storia perché fra vent’anni si parlerà di questa partita, inevitabilmente, di quello che è successo, di uno Stato completamente assente che vieta alla gente normale di godere di uno spettacolo calcistico. Mi diceva un cliente della mia tabaccheria, a Milano, che sarebbe come se arrestassero tutti i siciliani perché c’è qualche mafioso, è un paragone un po’ esagerato ma credo che renda bene l’idea!Ora vado a casa e mi guardo gli highligts per vedere se ci hanno fregato anche stavolta”.

PISANI PRESENTI NONOSTANTE IL DIVIETO
I “Pisani al Nord” e i Pisani a Roma, con Chicca Gheri in prima fila, non essendo residenti nella città della Torre pendente non hanno dovuto sottostare ai divieti imposti al resto della tifoseria nerazzurra. È stata una desolazione constatare l’assenza della massa del tifo pisano dagli spalti del settore ospiti di San Siro, anche perché l’accoglienza da parte milanista sarebbe stata buona. I gruppi ultras rossoneri hanno diffuso un comunicato in cui esprimevano solidarietà ai tifosi del Pisa, ritenendo ingiusto ciò che hanno subito. Malgrado ciò ci risulta che almeno un centinaio di tifosi sono riusciti ad entrare ugualmente sparsi nei vari settori dello stadio meneghino. Addirittura c’è chi, come ad esempio Massimo Marchetti da Orzignano (foto sotto), ma non solo lui, è arrivato a Milano restando fuori San Siro e scrivendo su Facebook: “Si resta fuori tutta la partita ma non importa, conta solo starti vicino”. Se non è fede questa!

I supporter nerazzurri avevano acquistato di buon anticipo circa 4000 biglietti, ma tutto è stato vanificato dal divieto imposto dal Viminale dopo gli incidenti di Pisa-Verona. Un blocco, quello subito dalla tifoseria nerazzurra, che ha creato un danno alquanto notevole. I club nerazzurri avevano prenotato numerosi pullman, moltissimi avevano preso un giorno di ferie dal lavoro, prenotato alberghi. Tutto vanificato. Oltre a non essere giusto quanto accaduto è non rispettoso nei riguardi di tifosi che si sono sempre comportati correttamente e che semmai hanno subito provocazioni. Per carità, la violenza è sempre condannabile, ma se un gruppo ospite va a provocare, difficilmente troverà una accoglienza da francescani conventuali. Mi chiedo, era davvero impossibile impedire tutto questo? Eppure c’erano state avvisaglie con Roma e Fiorentina ed ora, con la Lazio alle porte, gli ultras biancocelesti stanno già minacciando sui social. Si interverrà con forza, stavolta, per evitare problemi? Ce lo auguriamo con tutto il cuore. La triste realtà è che i tifosi nerazzurri devono fare i conti con un divieto di tre mesi di trasferte, assolutamente eccessivo, che vanifica l’adesione di chi ha sottoscritto la fidelity card, mentre contro fiorentini e romanisti, che a Pisa sono venuti a provocare, non sono stati presi provvedimenti. Non solo, trasferta libera per i laziali, protagonisti, insieme ai loro cugini giallorossi, di notevoli scontri nei derby capitolini. Quando si dice “due pesi e due misure”.
LA TRASFERTA DEI GIORNALISTI A MILANO
Sono partito alle 13.30 dalla scuola dove lavoro, il Liceo G. Carducci in via San Zeno, dove è venuto a prendermi, insieme a Salvatore Ciotta, Gabriele Masotti, fotografo de L’Arno.it. Da lì siamo arrivati a Madonna dell’Acqua, dove abbiamo caricato Antonio Tognoli di Pisanews. Poi il percorso in autostrada, via La Spezia-Parma, arrivando a San Siro poco prima delle 18, dopo una lunghissima coda in tangenziale. Il tempio di fare alcune foto con il tempio del calcio sullo sfondo, di incontrare il nostro direttore Orlando Sacchelli, e poi prendere accredito stampa e il cestino del buffet offerto dalla società rossonera. Una giornata indimenticabile, anche se il tifo dei nostri tifosi ci è mancato tanto. Ritorno a Pisa verso le 3 di notte, felici e contenti. Auspichiamo che questa triste vicenda della sospensione delle trasferte si risolva positivamente. Pisa merita rispetto!
Maurizio Ficeli



