Ad oltre quattromila tifosi pisani è stato proibito di recarsi a Milano a vedere Milan-Pisa a soli due giorni dall’evento. Oltre 4 mila tifosi cui adesso si deve rimborsare il biglietto (senza buoni sconto o ticket di credito, vanno restituiti i soldi e alla svelta), tra di essi tanti che avevano già prenotato e pagato alberghi e che non riavranno i soldi indietro, per non parlare dei numerosi pullman e pulmini già presi a noleggio e pagati.
Io, che l’era Romeo Anconetani l’ho vissuta tutta, attendevo da 34 anni di ritornare con il mio Pisa a San Siro. Non contava la posizione in classifica, contava l’emozione di tornare in un tempio del calcio italiano, di nuovo, orgogliosamente con il vasto Popolo Neroazzurro.
Non avevo fatto i conti con lo Stato italiano. In Italia mediamente si preferisce vietare che gestire, e spesso non si sa nemmeno vietare con equità.
Per punire poche decine di persone se ne condannano oltre 4mila, roba da non credere.
Al di là del fatto che, immagini palesemente inequivocabili, a cercare lo scontro è stato quel manipolo di veronesi, perché fino a prova contraria loro sono entrati indisturbati e senza scorta in Via Piave, a pochi passi dal nostro stadio, e quei pochi Pisani che si sono opposti lo hanno fatto per difendersi, qual è la decisione finale? Tutti a casa, tre mesi senza trasferte. Tutti.
Frequento spesso la Germania per motivi personali e mi emoziona la sapienza e la grandezza con la quale gestiscono il fenomeno calcio: trasferte libere, biglietti non nominali, pene severe solo per chi infrange le regole.
Il Calcio da loro è una gioia popolare, la alimentano giorno dopo giorno. Noi rispetto a loro siamo il terzo mondo.
Non mi è affatto piaciuta tutta la trasversale speculazione politica sugli incidenti di Pisa-Verona, terreno fertile per questa durissima e ingiusta decisione. Non si vive di soli voti e like, a volte più equilibrio e più freddezza non guasterebbero e la voglia di apparire a tutti i costi dovrebbe fare un passo indietro.
Non mi è piaciuto che non si sia levata una sola voce, in attesa di questa decisione, a favore dei 4 mila che avevano già comprato il biglietto. Non lo ha fatto nessun politico locale, non lo ha fatto la Società, peccato.
Io, tesserato, oggi ammetto che questa decisione sancisce la fine della tessera del tifoso, il suo completo fallimento, la sua inutilità. La ratio ispiratrice della tessera non c’è più ormai, le limitazioni, i divieti, le punizioni vengono prese senza tenerne conto, averla o non averla a questo punto è quasi indifferente.
Lo Stato Italia, i vertici del Calcio Italiano si interroghino sugli stadi sempre più vuoti, mentre in Inghilterra e Germania è sold out ovunque.
Decisioni di questo tipo privano fisicamente tanti tifosi della possibilità di vivere la loro passione. Ingiustamente. E li allontanano sempre di più.
Continuate così, il tempo in cui tutte le tifoserie di Italia si uniranno per vuotare gli stadi potrebbe non essere lontano. Perché così passa veramente la voglia. Anche di tifare Italia.
Andrea Cosimi
Foto: Gabriele Masotti

