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Gaia Matteis, da Pisa a Lugano (e ritorno) con il nerazzurro sempre nel cuore

- Primo piano, Sport
21 Ottobre 2025

Iniziato ad agosto con il ritorno in campo del Pisa in serie A dopo ben 34 anni di attesa il programma Pisa Zone/NOI siamo nerazzurri va in onda ogni mercoledì sera sul  canale 244 del digitale terrestre oppure su Facebook Mediaser tv, condotto da Sandro Cacciamano. Al suo fianco una brava e giovane conduttrice Gaia Matteis, che non nasconde il suo amore incondizionato per i colori nerazzurro. Noi de L’Arno.it abbiamo voluto conoscerla più da vicino. 

Ciao Gaia, grazie per la tua disponibilità:parlaci un po’ di te.

“Sono nata a Pisa il 25 aprile 2004, dove ho sempre abitato fino all’età di 15 anni, poi mi sono trasferita in Svizzera, a Lugano, per motivi familiari, e lì ho frequentato la terza e quarta media poi 4 anni di Liceo Economico”.

Che stai facendo attualmente?

“Sto seguendo il Bachelor in Comunicazioni presso l’Università della Svizzera Italiana a Lugano e, contemporaneamente, all’università a Pisa il corso di laurea triennale in Comunicazione”.

Da quando hai iniziato a seguire il Pisa?

“Solo 25 giorni dopo la mia nascita, il 16 maggio 2004. La mia prima partita è stata Pisa-Torres finita 1 a 1. Da quel momento non ho mai smesso. Andavo sempre allo stadio con babbo, tutte le domeniche. Prima facevo i compiti e il mio premio era andare allo stadio a vedere il Pisa. Se io vado bene all’università, passo gli esami e sono in pari con tutto, posso seguire anche il Pisa. Diciamo che questo continua ad essere un mio stimolo personale”.

Qual è stata la prima partita più bella che ricordi?

“Ce ne sono diverse, visto che seguo la squadra da tanto tempo. Ti potrei dire la gara finale playoff dell’andata con il Foggia finita 4 a 2. Oppure la gara di Bari dello scorso campionato, quando siamo matematicamente andati in serie A, o quella con il Pordenone dei playoff nella quale mi ricordo le stupende coreografie. Sono molto legata alla Curva Nord e mi rimangono impresse tante magnifiche coreografie. Insomma, ci sono una marea di partite da ricordare, ci vorrebbe un libro per citarle tutte”.

Invece un gol che non hai mai dimenticato?

“Quello di Umbertone Eusepi a Foggia. Non lo dimenticherò mai perché io in quel momento non ero presente allo Zaccheria, poiché avevo il saggio di danza classica al Teatro Verdi a Pisa. Ero dietro le quinte e mentre facevo il cambio palco da una quinta ad un’altra, c’erano gli addetti alle luci ed ai suoni che stavano guardando la partita ed io mi ricordo che ad un certo punto, mentre lo spettacolo andava avanti, mi sono fermata lì da loro ed ho potuto vedete il gol di Eusepi che ha decretato la promozione in serie B del Pisa”.

Un giocatore che ti piace di più, non solo del Pisa, ma in generale?

“Sinceramente non ho un giocatore preferito, prediligo semmai giocatori che hanno rispetto per la maglia del Pisa e ci tengono. Non amo i calciatori che fanno tutto solo per soldi. Amo quelli che dimostrano attaccamento ai colori”.

Parliamo della tua esperienza come co-conduttrice insieme a Sandro Cacciamano, della trasmissione Pisa Zone/Noi siamo Nerazzurri/su Mediaser tv: come ti stai trovando?

“All’inizio avevo un po’ di timore perché era la prima volta, però ora mi piace tantissimo, mi sto divertendo, l’ora passa in fretta, è una cosa che amo, il Pisa è tutta la mia vita. Amo il Pisa. Sono contenta di essere con te, Maurizio “Schiaccia” Ficeli, con Matteo Nocchi, oltre che con Sandro Cacciamano. Mi trovo davvero bene e sono contenta di essermi messa in gioco”.

Stai pensando a un futuro come giornalista o nel mondo dello spettacolo?

“Probabilmente, appena finiti gli esami, penso il prossimo anno, mi lancerò nel mondo dello spettacolo, del giornalismo e della televisione, che mi piace molto”.

Pisa Zone/NOI siamo nerazzurri

Hai altri hobby o interessi?

“Mi piace ascoltare la musica, prima delle partite del Pisa ho dei miei rituali ed una mia play list da sentire, oppure anche prima di sostenere alcuni esami universitari. Inoltre amo uscire con gli amici, alcune sono amicizie dello stadio. Poi amo passare il tempo con la mia famiglia. Infatti ho un po’ sofferto la lontananza da Pisa, dai nonni, dalla mia famiglia, perché ti perdi tanti compleanni, tante feste, che poi alla fine, sono la cosa più importante”.

Parliamo di Pisa come città: come la vedi, cosa ti piace e cosa c’è da migliorare?

“Premetto che quando arrivo a Pisa mi spengo da tutto il resto del mondo. Sono innamorata della mia città, di ogni suo piccolo particolare. C’è chi mi dice che a Pisa c’è solo la Torre Pendente, invece non è così, Pisa è bella in ogni suo angolo, ci sono poi i monti, il mare, il fiume, la città, c’è davvero tutto. A fine liceo ho fatto una tesina su Pisa, si chiama Lam (lavoro di maturità). Sono innamorata dei lungarni e,se avrò possibilità, vorrei comprare casa lì. Poi mi piace passeggiare per Pisa il giorno, quando vedo l’alba la mattina per andare all’università o il tramonto bellissimo con i colori sul rosso, con il caldo o con la pioggia. Una cosa che vorrei migliorare della mia città è sicuramente il problema della sicurezza, peraltro purtroppo comune ad altre realtà. E un’altra cosa che si dovrebbe fare è pubblicizzare meglio Pisa, non solo per la torre ma nella sua globalità”.

Ha la residenza in Svizzera, a Lugano, quali similitudini e differenze riscontri rispetto all’Italia?

“Io dico sempre che ho una doppia vita, una a Pisa ed una a Lugano. A Pisa è una vita di famiglia, di piacere, di divertimento, di amici, e del Pisa Sporting Club, mentre a Lugano è più una vita professionale, di lavoro, quindi un po’ più rigida. Quando vengo a Pisa rinasco, mentre a Lugano sono un pochino più spenta e concentrata. Quello per Pisa è un amore incondizionato “.

Concludiamo con il Pisa, la nostra squadra del cuore: ce la faremo a uscire da questa difficile situazione?Sei fiduciosa?

“Secondo me sì, io sono positiva e nella vita ho capito che bisogna essere così. Penso che la città debba essere unita verso la propria squadra. La squadra andrà supportata fino alla fine. Il Pisa dovrà fare delle ‘pazzie’ per conquistare la salvezza, proprio come fa ogni tifoso, seguendo la squadra ovunque come ho fatto anche io andando da Bari, a Palermo, a Bolzano, Bergamo o a Bologna”.

Maurizio Ficeli 

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