“Mi salvo ciò che hai scritto”, “ho messo via tutti i vostri messaggi” e via discorrendo. Ancora una volta sui social circolano discorsi di questo tipo, nemmeno fossimo nel film Matrix, dove gli “Agenti” hanno la funzione principale di intercettare gli umani liberi.
Rilassiamoci e recuperiamo la disponibilità ad accettare i punti di vista e gli stati d’animo di tutti, perché ognuno, di fronte ad una batosta come quella di Bologna, può reagire diversamente a parità di amarezza per il risultato. Questo vale per qualsiasi tifoso e ovviamente per qualsiasi giornalista, perché vige la libertà di informazione e di critica e la libertà di espressione, non dimentichiamolo, anzi, teniamolo sempre ben presente.
A Bologna non abbiamo visto un bel Pisa e alcune scelte del Mister non hanno convinto: di fronte a due ali impetuose come Cambiaghi e Orsolini i Neroazzurri sono andati in sofferenza, con Bonfanti e Tourè in estrema difficoltà, anche atletica oltre che di posizionamento.
Dopo la balbettante prova contro l’Udinese, in Emilia abbiamo per la prima volta visto un brutto Pisa che, a differenza delle ottime prestazioni contro Napoli e Fiorentina, dove solo pessime direzioni arbitrali ci hanno privato di probabili tre punti in più in classifica, è evaporato ben presto appena subita la prima rete. Questo non può avvenire perché, in primis, non è giusto verso i tifosi.
Ma poi io dico, siamo tornati nell’Olimpo del Calcio dopo una eternità e dobbiamo fare di tutto per rimanerci, non solo per evitare il conseguente danno economico di una retrocessione, ma anche per non farci prendere in giro da tutta Italia che da tempo ci profetizza “comparsa” in questa categoria.
Già, i tifosi: trovatemi voi 2500 persone che, nonostante una prova e un risultato del genere, applaudono e incitano a fine partita la propria squadra.
Al di là dei giudizi di mercato (il mio non è stato positivo, ma è risaputo, troppe scommesse e troppi “se”), non capisco perché la squadra continui a scendere in campo con la maggior parte di coloro che hanno disputato lo scorso campionato in B.
Il Pisa si conferma incredibilmente “anemico”, Nzola si muove bene ma raramente si trova in situazioni per fare rete, Meister dimostra di avere ancora bisogno di tempo per crescere e giustificare l’oneroso investimento che, probabilmente, ha finito per condizionare il resto del mercato (perché acquistarlo quando sembra si fosse ottenuto l’allungamento del prestito a fine stagione?).
Altro, a livello di punte centrali, non abbiamo, a parte Buffon, giovanissimo, sicuramente motivo di soddisfazione per la Società e tutti noi per la lievitazione di valore che potrà avere.
Come già detto altre volte sarebbe stato utile acquistare un’altra punta, il tempo c’era ma sono state fatte altre valutazioni che, purtroppo, rischiamo di pagare caro.
Finalmente è arrivata la sosta, c’è bisogno di preparare la partita con il Verona.
Qualcuno ha affermato che il nostro campionato inizia proprio da lì, per me è una bischerata colossale, considerando che la quota Salvezza potrebbe attestarsi tra i 32 e i 35 punti bisogna cercare di muovere la classifica in ogni circostanza.
Vero sicuramente che il calendario più duro è stato destinato ai Neroazzurri, ma è altrettanto certo che le altre neo promosse Cremonese e Sassuolo, al di là di un mercato secondo me migliore, hanno già ben nove punti, oltre un quarto di quelli che serviranno per mantenere la serie A.
Parlare però di “primo spareggio” o di “partita assolutamente da vincere” può essere pericoloso, mi vengono in mente situazioni analoghe attese e vissute in identico modo ai tempi di Romeo con partite poi perse.
Né il Verona è avversario da sottovalutare, perché anche i veneti, che hanno già fermato autorevolmente la Juventus, sono alla ricerca della prima vittoria (così come Fiorentina e Genoa).
I neroazzurri recuperino quella grinta ossessiva che li ha portati in A, su ogni pallone si lotta e non si molla mai, ma proprio mai.
E speriamo che la designazione arbitrale sia all’altezza di un incontro così importante
Andrea Cosimi
Foto Gabriele Masotti

