Alla bella e ricca festa pisana di libri del Book Festival 2025, un’oasi di pace e di cultura in un momento storico così tragico come quello attuale, uno dei momenti più fulgidi è stato senza dubbio l’incontro con il noto autore di Forte dei Marmi Fabio Genovesi.
Presentato dal giornalista Alan Zamboni che lo ha definito, a ragione, uno dei migliori scrittori italiani, l’autore che collabora con il “Corriere della sera” ed è pure la voce culturale delle telecronache Rai al Giro d’Italia, data la sua passione e competenza verso il ciclismo, ha parlato della sua ultima fatica letteraria: “Mie magnifiche maestre” (ed. Mondadori).
Di fronte a un pubblico folto e divertito dal suo brio e dalla sua simpatia, Genovesi ha fatto entrare gli astanti dentro le pagine di questa sua ultima storia che parla del gineceo della sua infanzia, ovvero delle zie e delle donne che lo hanno accompagnato nel suo processo di crescita.
Sono morte, ma lo vengono a trovare in sogno pochi giorni prima dal suo cinquantesimo compleanno, e lui narra le loro storie, la loro vita, consapevole di aver avuto da loro insegnamenti importanti che quando era piccolo non aveva considerato perché, essendo un maschietto, era più impegnato a seguire quelle indicazioni dei parenti maschili utili a diventare un bravo ometto.
Il racconto dell’autore versiliese, profondo, intenso e venato d’ironia, porta dentro la vita di queste donne che non fatto grandi cose ma fatto cose grandi e tornano da lui perché, come gli hanno insegnato, “i sogni non sono la fine della realtà, come la morte non è la fine della vita”.

Mentre stava dirigendosi verso la presentazione c’è stato il fortunato caso di scambiare con lui due impressioni al volo sul ciclismo, amore condiviso.
“Domani, agli Europei in Francia, Pogacar, vincerà ancora?”.
“È probabile, è un fenomeno!”.
“Ma perché vince sempre? Cos’ha?”.
“Non lo so, ma è sempre stato così. L’ho visto a dieci anni, piccolo così (fa un gesto per indicare la bassa altezza), e vinceva già allora in tutte le gare. È un fenomeno!”.
Un po’ come Fabio Genovesi, scrittore da seguire sempre con molta attenzione.
Guido Martinelli

