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Rimessa laterale – Ottimo Pisa ma ora conta solo battere la Fiorentina / Andrea Cosimi

- Primo piano, Sport
23 Settembre 2025

Archiviata amaramente la trasferta di Napoli (sconfitta immeritata per un buon Pisa, dignitoso e con personalità ma ingenuo e fortemente penalizzato dalla incredibile decisione dell’arbitro Crezzini di Siena riguardo al rigore non dato per fallo su Leris) iniziano i giorni che porteranno al derby contro la Fiorentina, dove la squadra viola arriverà bella riposata, mentre i Neroazzurri dovranno recarsi giovedi a Torino per la Coppa Italia: mi auguro che si dia priorità, sotto tutti i punti di vista, alla importantissima partita di campionato, mettendo per una volta in secondo piano la logica del “creare valore”  perché a questo giro, più che mai, a noi Pisani interessa vincere.

Empoli docet…sprecate tante energia in Coppa Italia per andare avanti, poi retrocessione in B…non abbiamo né la rosa né lo spessore per permetterci certe “grandezze”, voliamo basso e pensiamo a ciò che conta davvero nel cuore dei tifosi, più che mai domenica prossima.

Perché Pisa-Fiorentina non è solo una partita di calcio: è la sintesi di qualcosa che va oltre la rivalità, sin dal Medioevo, e che ancora oggi si manifesta in altre situazioni.

Basti pensare alla vicenda aeroportuale, dove da anni assistiamo a ripetuti e continui tentativi di ampliamento di Peretola nonostante, a ben vedere, non ce ne sia alcuna necessità visto che il Galilei non solo è da sempre l’aeroporto di Toscana, ma anche per il fatto che Pisa, grazie al cielo, è facilmente raggiungibile e si colloca in uno scenario logistico che non ha eguali in Italia.

Firenze cuba solo quattro volte gli abitanti di Pisa (appena 362 mila all’ultimo censimento), ma capita spesso che molti dei suoi esponenti, a vario titolo, si pongano verso di noi con quel senso di superiorità stucchevole e indisponente che ben conosciamo.

Firenze e Pisa sono invece due piccole città della bella provincia italiana e degne rappresentanti dell’Italia nel Mondo, ma fermiamoci qui su ciò che abbiamo in comune, oltre all’Arno.

Sui social da Firenze sono mesi che leggiamo nei nostri confronti un continuo di offese e prese di giro, supponenti prosopopee non confortate dai fatti, a conferma che l’unico derby toscano che sentono da quelle parti è quello con il Pisa (anche domenica contro il Como ripetute offese arrivate dalla Curva Fiesole contro i Pisani…).

Però va anche detto che a Pisa abbiamo smarrito quella carica e quella atmosfera che caratterizzò la cavalcata trionfale della passata stagione: ricordo una Arena sempre bollente, mentre sia con la Roma sia contro l’Udinese si è percepito per più e a lunghi tratti un clima da “spettatori”, e comunque mai un ambiente infuocato come fino a qualche mese fa.

Capisco tutto, dalla discutibile politica dei prezzi e degli abbonamenti (a proposito, il Pisa continua a non comunicare il dato ufficiale) ai legittimi e diffusi dubbi sul mercato fatto, dalle perplessità su alcune scelte di Gilardino alla  “eterna” questione Centro Sportivo e Arena, tutto comprensibile, tante cose possono dare noia e far pensare,  però ci ritroviamo in A dopo una Vita e la affrontiamo così blandamente?

E serve rispetto per chi fa analisi anche negative, perché a Pisa si scambia troppo spesso una valutazione critica per una polemica, chi esprime considerazioni non positive viene subito catalogato come nemico della Società e dei colori, alla faccia della libertà di espressione (e di stampa).

Non posso accettare di sentir qualcuno che dice “mal che vada si torna in B”: sono state giocate appena quattro giornate e già si “pregusta” questo epilogo?

Che si debba lottare per la Salvezza in pochi intimi è ovvio (poche squadre, molto meno di quelle che si pensava, il livello medio delle “pericolanti” è molto alto).

Ma domenica arriva la partita più attesa da 34 anni a questa parte, l’ultima volta in A ci presero a pallonate in casa e fuori (0-4 entrambe le partite;  in venticinque confronti con i gigliati abbiamo vinto solo quattro volte).

Vogliamo, tutti insieme, in campo e sugli spalti, riscoprire quella carica delle grandi occasioni?

Perché a volte non basta l’impegno, occorre quella alchimia che abbiamo alimentato e respirato la scorsa stagione e che ancora manca.

Dobbiamo tutti dare ancora di più,  a partire da chi scenderà in campo, dai Pisa, regalaci una gioia che attendiamo da troppo tempo nel derby di Toscana.

Andrea Cosimi

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