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La Scuola del cuoio, 75 anni di passione e lavoro

- Economia, Primo piano
20 Settembre 2025

È una bella storia quella della Scuola del cuoio di Firenze che ha da poco festeggiato i 75 anni. Marcello Gori la fondò nel 1950 per gli orfani di guerra, in anni difficili per il Paese, che faticava a riprendersi dopo le devastazioni della seconda guerra mondiale. In un Paese a pezzi e distrutto, imparare un mestiere poteva essere una grande occasione di riscatto per i giovani e un motivo di speranza. Col passare dei decenni la scuola è stata portata avanti con successo dalle figlie e dai nipoti di Gori, mantenendo i valori originali: la cultura artigianale, la passione e la condivisione di una visione sociale dell’impresa.

Il libro “Scuola del cuoio” ripercorre la storia di queste “mani e cuori”, dove la vita del laboratorio dietro la basilica di Santa Croce si intreccia con quella della famiglia Gori. Decisivo, per dare il via a questa storia di successo, fu l’invito che i frati francescani del monastero di Santa Croce di Firenze fecero a Marcello Gori, e a suo cognato Silvano Casini, esortandoli ad aprire una scuola per insegnare agli orfani della seconda guerra mondiale un mestiere, spostando il loro laboratorio di pelletteria artistica da via del Corso agli spazi del dormitorio, progettato da Michelozzo, e la sua lunga ala con il ciclo di affreschi della scuola del Ghirlandaio che i frati minori conventuali misero a disposizione.

Un luogo di grande interesse artistico-culturale dietro la Basilica di Santa Croce, tuttora sede della Scuola del Cuoio che oggi è guidata dalle figlie del fondatore Laura, Francesca e Barbara Gori che, insieme ai nipoti Tommaso Melani Gori, Filippo e Beatrice Parri Gori, hanno saputo affrontare con successo il passaggio generazionale.

Oggi vi lavorano 35 persone producendo borse su misura e accessori personalizzati per donna e uomo secondo tecniche manuali affinate nel tempo, tra cui la doratura a mano con foglie 24 carati, che i clienti possono seguire in tempo reale. La Scuola del Cuoio ha una clientela internazionale che vede al primo posto i clienti degli Stati Uniti. Servono quasi 5 mesi per avere una borsa in pelle, esclusivamente fatta a mano, ma i clienti sono disposti ad aspettare pur di avere un manufatto personalizzato, potendo scegliere colore, impunture, metalleria e fodere interne. Le vendite avvengono direttamente nel laboratorio a Firenze oppure online su scuoladelcuoio.it.

La famiglia Gori

Nel 2022 è stata creata la Fondazione Marcello Gori che ogni anno assegna Borse di formazione a giovani a rischio emarginazione e donne vittime di violenza, favorendo il loro inserimento nel mondo del lavoro.

Per celebrare l’anniversario dei 75 anni dalla nascita della Scuola, un libro dedicato e due iniziative per la comunità: il restauro delle facciate e dei tetti del Cortile del Michelozzo all’interno della Basilica di Santa Croce curato dall’Architetto Rita Balzano che lo ha documentato in una pubblicazione edita in collaborazione al Comune di Firenze, e nove borse di formazione a giovani selezionati fra le candidature proposte dagli assistenti sociali del Comune di Firenze e dall’associazione Artemisia. La Fondazione Marcello Gori ha assegnato i diplomi ai ragazzi che hanno concluso il percorso delle Borse di formazione “Progetto Cuoio” sostenuto insieme alla Fondazione CR Firenze relative all’anno 2024-2025 e successivamente ha presentato i prossimi nove canditati segnalati dal Comune di Firenze e dalle Associazioni sociali e interculturali impegnate sul territorio.

“Questo importante traguardo è stato reso possibile grazie al “senso dei valori” che ci ha trasmesso nostro padre e nonno, e grazie anche al grande impegno e alle competenze di quanti hanno fatto parte e sono parte della Scuola del Cuoio”, dichiara la famiglia Gori.

Le iniziative legate all’Anniversario hanno preso il via nel corso di una cerimonia in Palazzo Vecchio con la presentazione del libro “Scuola del Cuoio. Mani e cuore: la tradizione della Famiglia Gori. testo della giornalista critica di moda Eva Desiderio, curato da Paolo Parri, con foto di Alessandro Moggi e dell’Archivio Storico di Scuola del Cuoio ed edito da Gli Ori. La pubblicazione attraversa i passi più significativi di 75anni di avvenimenti che hanno scandito la vita dell’impresa.

La simbiosi tra laboratorio e famiglia è costante lungo tutte le pagine in una ricostruzione emozionale di Eva Desiderio che ripercorre le storie, intrecciandole a quelle di una Firenze in pieno fermento culturale, tanto che Marcello Gori aveva aperto anche una Galleria d’Arte frequentata da poeti, letterati, pittori e scultori, in un mutuo interscambio con il laboratorio.

Fin dall’inizio emerge come il fondatore, carismatico visionario illuminato, sia stato per familiari e lavoratori un vero “maestro di vita”, gentile e autorevole. La vita in laboratorio viene descritta attraverso aneddoti e testimonianze raccolte dall’autrice che raccontano storie di ragazzi irrequieti, di giovani dai destini avversi, diventati presto maestri o capi produzione di elevata competenza, abili artigiani pellettieri, doratori e montatori, fedeli fino all’ultimo.

Si alternano i ricordi intimi e professionali delle figlie e dei nipoti, abituati da Marcello ad una casa aperta – frequentata da amici, autorità e i ragazzi del laboratorio, insieme senza distinzioni – e da una quotidianità fatta di bellezza sempre condivisa.

Laura, Francesca e Barbara Gori – come si legge – terminati gli studi, entrano subito alla Scuola del Cuoio, ma iniziando “dal basso” come volle il padre.  Ha insegnato ad essere imprenditori coraggiosi “controvento” anche ai nipoti che hanno portato alla Scuola del Cuoio l’innovazione e lo sviluppo internazionale, pur non rinnegando le radici.

Nel libro di Eva Desiderio si ricordano anche le tante autorità e i personaggi dello spettacolo internazionali presenti nell’albo d’oro della Scuola del Cuoio, come il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan con la First Lady Nancy Reagan; Barbara Bush, attori come James Stewart, Cary Grant, Paul Newman, Grace Kelly, Katharine Hepburn, Audrey Hepburn fino ad arrivare alla visita più recente di Ozzy Osbourne.

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Un fiume unisce la Toscana e rappresenta il modo di vivere forte e intraprendente del suo popolo. L'Arno.it desidera raccontarlo con le sue storie, fatiche, sofferenze, gioie e speranze. Senza dimenticare i molti toscani che vivono lontani, o all'estero, ma hanno sempre nel cuore la loro meravigliosa terra.

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