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Il Rustichello di Francesco Gerardi incanta lo Scotto Festival

- Cultura
20 Settembre 2025

A Pisa lo ricordano come “quello che non si piega”. Nato all’ombra della Torre, ha imparato presto che il mondo si divideva in due categorie: i pisani e gli altri. Trasferitosi a Venezia per lavorare, non perse mai la sua lingua. I gondolieri dicevano “sei un mona”, lui ribatteva ridendo: “Al massimo sei una fava, imparate l’italiano”.

La leggenda esplose il giorno della sfida contro i califfi della Brianza. Non a Monza, si espresse al top a Pisa, quando decise che i biglietti non erano un ostacolo, ma un’opinione. Non lo trovò. Prese il treno, otto ore, e arrivò al cancello dello stadio mostrando solo quel titolo di viaggio. Il biglietto del treno. “Tu davvero hai il coraggio di non fammi entrare?”, disse con gli occhi di fuoco che aveva sviluppato con la dedizione per il suo lavoro. E quelli, davanti a tanta sfacciataggine e incredibile realismo cedettero e lo fecero passare.

Si accomodò sui gradoni che sapete. Da allora non fu più solo un pisano emigrato a Venezia, ma l’eroe dei Pisani al Nord citato in mille racconti.

Per chi scrive Francesco Gerardi è un amico che ha scelto di avere coraggio, quel coraggio e quell’incoscienza che spingono i puri. Le anime belle. Fa l’attore di teatro e insegna a recitare ad altri. Non ha padroni né padrini, venerdì sera ha commosso la platea pisana con la storia di Rustichello da Pisa, altro esule illustre finito a dividere la cella con Marco Polo da Venezia. Alcuni presenti allo spettacolo mi hanno detto che è stato straordinario.

Non sono riuscito ad esserci. Ti aspetto a Milano dove il pubblico locale in sala non capirà quando entrerai in scena e sarai accolto da un boato, come quello dell’Arena quella volta dei Califfi che adesso masticano amaro con quegli altri che sfideranno oggi, i figli di Cristoforo Colombo.

Francesco Fasulo

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