Dall’Abetone al Mugello, dall’Amiata alla Lunigiana, senza dimenticare la montagna pistoiese e versiliese o le colline pisane, la “caccia ai funghi” in Toscana è partita da alcuni giorni. A favorirla le piogge abbondanti e frequenti, l’assenza di vento e le temperature abbastanza elevate. Un mix di fattori microclimatici eccezionale per la crescita dei buonissimi porcini, i funghi più amati.
Moltissime persone, esperte o neofite, sono partite per i boschi andando a cercare i preziosi frutti della terra. I social hanno dato il loro contributo, col classico bombardamento di video e di foto. Questo aumento esponenziale dei “cacciatori di funghi” porta con sé anche dei rischi. Molti, infatti, ignorano del tutto i rischi legati alla ricerca ma anche al consumo. I funghi che si consumano, infatti, vanno saputi conoscere bene, per non ingerire specie velenose e in alcuni casi mortali.
“La raccolta è un’attività affascinante e piacevole – spiega in una nota Coldiretti Toscana – che ci riconnette con la natura e con i nostri boschi ma anche estremamente pericolosa se non praticata con attenzione e rispettando semplici linee guida che possono salvare la vita o evitare spiacevoli situazioni come smarrimenti, cadute ed intossicazioni”.
La prima raccomandazione da seguire è quella di evitare le improvvisazioni, seguendo invece alcune importanti regole: pianificare i percorsi, evitare punti ripidi o pericolosi, rispettare norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, In caso di dubbi rivolgersi sempre ai Comuni, alle Unioni micologiche o presso i micologi delle ASL territoriali.
Si raccomanda, inoltre, di andare a funghi utilizzando cesti di vimini, per fare in modo che le spore vengano diffuse e non restino imprigionate nei sacchetti di plastica, impoverendo il terreno. Prestare la massima attenzione agli animali selvatici e in particolare modo alle vipere. Bisogna rispettare, inoltre, le attività agricole presenti dove ci sono coltivazioni in atto.
La ricerca dei funghi non è solo un piacevole hobby, come ricorda Coldiretti, ma per molti anche un lavoro. Migliaia di “professionisti” cercano funghi per andare a rifornire fruttivendoli e ristoranti. Un consiglio è rivolto anche a chi acquista i funghi: verificate il luogo di raccolta o coltivazione, che deve essere indicato in etichetta o su appositi cartellini. Le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, compresi tartufi e funghi spontanei. Una garanzia questa – spiega Coldiretti Toscana – per sapere se i pregiati frutti del bosco sono stati raccolti in Italia o se arrivano da Paesi lontani con conseguente minore freschezza.
IL DECALOGO COLDIRETTI PER IL “CACCIATORE DI FUNGHI”
- Occorre sempre documentarsi sull’itinerario che si intraprende e scegliere i percorsi adatti alle proprie condizioni fisiche;
- Comunicare a qualcuno il proprio tragitto evitando le escursioni in solitaria;
- Massima attenzione ai sentieri nel bosco che possono diventare scivolosi a causa della pioggia;
- Consultare i bollettini meteo e stare molto attenti al cambio del tempo;
- In caso di rischio fulmini non fermarsi vicino ad alberi, pietre e oggetti acuminati;
- Usare scarpe e vestiti adatti portando con sé una piccola scorta di acqua e cibo;
- Non raccogliere funghi sconosciuti;
- Verificare i limiti alla raccolta di funghi con i servizi micologici territoriali;
- Pulire subito il fungo da rami, foglie e terriccio;
- Per il trasporto meglio usare contenitori rigidi e areati che proteggono il fungo.
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