A Pisa si è ormai mediamente dissolta la capacità di distinguere tra analisi critica costruttiva e polemica gratuita: basta una disamina che esprima dubbi e ponga domande che, a stretto giro di posta, tocca leggere sui social i consueti e stucchevoli post contro “gufi e bubbolatori”, inviti “a non salire sul carro”, insomma tutta la solita melensa terminologia cui ricorre chi non ha argomenti, chi non accetta che ognuno sia libero di esprimere un’idea, un parere, o peggio ancora chi ha conflitti di interesse. Recuperiamo il rispetto di tutti e soprattutto garantiamo a tutti libertà di espressione.
LE PRIME DUE GIORNATE
Un punto contro Atalanta e Roma ci può stare, ma in entrambe le partite, dopo un ottimo primo tempo, è seguita una ripresa in difficoltà. Questo preoccupa in chiave futura, non poco, e su ciò Gilardino avrà il suo bel da fare.
ROMANISTI
Nonostante assurde voci e infondate ipotesi che fossero quattromila, alla fine erano quelli che il settore ospiti poteva contenere, ovvero 1100.
Devo dire che sono rimasto deluso, io che li ho sempre stimati per voce e colore: si sono sentiti solo in occasione del goal e quando ci hanno ripetutamente mandato a quel paese, nulla di più.
INNO
Pessima figura al debutto interno: troppi fischi all’inno di Andrea Bocelli, si parla tanto di crescere, maturare, ragionare in grande e poi ci si dimentica che la cassa di risonanza che Bocelli determina può essere di aiuto all’immagine e al business della nostra Società, anche a livello internazionale.
È poi stato emotivamente diffuso l’inno di prima, bruscamente interrotto perché calcolati male i tempi rispetto a quello della Lega di A, che deve precedere l’inizio di ogni partita. Si può fare di meglio.
LIND
Il danese è uno dei giocatori simbolo della storica promozione in A. Le sue belle e vere parole di saluto ce lo faranno ricordare con ancora più stima, gratitudine e affetto, dobbiamo comprendere le sue motivazioni.
Ma è stato uno degli acquisti più costosi della storia del nostro club e adesso non sarà facile evitare una minusvalenza significativa.
STADIO E CENTRO SPORTIVO
L’Arena è piccola ma molto presentabile, da sette anni la Società ha espresso propositi di un certo tipo ma ad ora, senza l’importante sinergia con il Comune di Pisa, siamo più o meno al punto di partenza.
Il Pisa SC è sempre intenzionato ad acquisire l’Arena e ristrutturarla secondo le proprie idee e i propri legittimi auspici di business?
Quanto al centro sportivo, era il 24 febbraio scorso quando il Pisa Sporting Club comunicava l’inizio dei lavori: a distanza di quasi sette mesi da allora sembrerebbe tutto fermo. Sarebbe buona cosa nei confronti della Piazza che fossero forniti aggiornamenti ufficiali in merito.
CREMONESE
Al Festival della serie A a Parma ascoltai dal vivo le parole del Dg Paolo Armenia il quale, alla domanda postagli sull’obiettivo stagionale, senza tanti giri di parole parlò di ferrea volontà e determinazione nel rimanere in A.
Il notevole mercato dei grigiorossi ne è stata la conferma, la Cremonese potrebbe anche non fare parte del ristretto novero delle squadre con le quali il Pisa dovrà giocarsi la permanenza nella massima categoria.
MERCATO
Partiamo dalle note positive: aver riconfermato praticamente in blocco il gruppo che ha vinto la B è stata grande cosa. Ottimo l’innesto di Aebischer, forse l’unico in grado di dettare i tempi del gioco come regista. Sfumati giocatori come Simeone, Zerbin, Troilo e Siebert, è un mercato di “se” e di scommesse.
I “se” riguardano giocatori come Nzola, Cuadrado e Albiol: se il primo riscatterà le ultime due opache stagioni e Cuadrado e Albiol sapranno ancora dire la loro nonostante l’età sarà ottimo per la causa neroazzurra.
Per il resto diverse giovani scommesse, forse troppe, che tutti ci auguriamo vengano vinte.
Certo, dopo le parole di Knaster alla festa promozione mi sarei aspettato un mercato di maggiori certezze, visto che la A è un altro pianeta, ma devo e dobbiamo accettare le logiche di chi ci mette i soldi e di conseguenza opera.
La rosa adesso appare abbondante dietro, non del tutto in mezzo e ancora meno davanti, dove la decisione di rimanere solo con Meister e Nzola come prime punte è estremamente rischiosa.
In pratica un all in sul danese, costato un sacco di soldi, con Nzola che dovrà assentarsi ripetutamente per la Nazionale e, peggio ancora, per la Coppa d’Africa.
Perché per il resto davanti si abbonda tra mezze punte, “falsi nueve” e trequartisti.
Un’altra punta centrale andava presa, in A rimandare a gennaio eventuali nuovi interventi potrebbe essere pericoloso.
Inutile dare voti al mercato, parlerà il campo, ma lasciatemi il diritto di essere un po’ perplesso e la speranza di essere smentito.
SALVEZZA
Ovvio unico obiettivo, ce la giocheremo con poche squadre, forse Lecce, Verona, Cagliari, Parma e Sassuolo, mi viene difficile includerne altre ma mai dire mai.
Intanto il 14 arriverà l’Udinese, partita che si prospetta ancora più difficile di quella contro la Roma.
Gilardino sta facendo bene, ha idee chiare, ma per salvarsi occorrerà anche il Pisa indemoniato di inzaghiana memoria. Non basta la tecnica, non basta la tattica, per rimanere in A ci vuole anche una ferocia motivazionale fuori dal comune.
Quella che capitan Caracciolo, in assoluto il migliore di queste prime due giornate, riassume perfettamente
Andrea Cosimi
Foto di Gabriele Masotti

