Era il 12 Maggio 1991, terz’ultima giornata di un campionato già segnato. L’Arena Garibaldi piena (mmmm), ma con il cuore pesante: il Pisa retrocederà di nuovo. L’ultimo gol nerazzurro in Serie A, segnato all’Arena. Il marcatore? David Fiorentini (nella foto). Un centrocampista operaio, uno di corsa e sostanza, mica di fino. Ma quel giorno infilò il Bari e scrisse l’ultima riga del Pisa in massima serie tra le mura amiche.
Il destino volle scherzare: l’ultimo gol lo fece un livornese di nome Fiorentini. Una beffa sottile, quasi una presa in giro degli dèi del calcio. Un livornese a chiudere il libro del Pisa in Serie A. Roba che se ci pensi ancora oggi ti viene il nervoso.
Poi gli anni sono passati: retrocessioni, promozioni, sogni, fallimenti, risalite, ancora attese infinite, predestinati, favasuli, omoni, kaliffi della Brianza, sospetti, bruni giordani, gervasoni, pomponi e una serie infinita di errori e sfighe planetarie. Trentaquattro anni senza Serie A.
Fiorentini nel frattempo ha lasciato i campi, si è fatto la sua vita lontano dai riflettori. Chissà dov’è adesso (un amico mi dice che allena i ragazzi a Livorno, segue sempre il Pisa in tv e ha festeggiato la promozione), chissà se qualcuno l’ha invitato all’Arena per ricordare quel gol. Dubito. Forse starà sorridendo, pensando che l’ultima firma del Pisa in A porta il suo nome. Forse, un po’ in cuor suo, si sente parte di un legame che nessuno potrà spezzare. Forse non lo ricorda nemmeno.
Altra storia per il marcatore dell’ultimo gol ufficiale: il Cholo, Diego Pablo Simeone. Se dovessi scrivere il suo palmares ci vorrebbero 20mila battute.
Quel che vogliamo dal Pisa quest’anno è la grinta del suo ultimo marcatore in serie A o di Gaetano Masucci (un esempio per tutti).
Spremuta di banalità, lo so, ma non mi interessa. Non ci sarò stavolta, ci sarete tutti voi bella gente rustica e grintosa come un gol di un centrocampista operaio. Bona Ugo.
Francesco Fasulo

