Il centrodestra ha rotto gli indugi indicando in Alessandro Tomasi, 45enne sindaco di Pistoia, il prossimo candidato per la Regione Toscana. Era l’ora, visto che, francamente, non abbiamo capito quale potesse essere l’alternativa. Tomasi ha lavorato bene, come sindaco, e si è preparato per tempo a questa sfida. Quindi ogni mese di inutile attesa senza sciogliere la riserva a suo favore era solo un danno che il centrodestra infliggeva a se stesso.
Ma veniamo subito a Tomasi. “Voglio una Regione dove contano merito e capacità, non appartenenza politica”, anche perché da sindaco “ho nominato persone di sinistra purché competenti”. È uno dei passaggi chiave di un’a recente’intervista al Riformista di qualche giorno fa.
Indica la necessità di cambiare prospettiva: guardare avanti anziché sempre indietro. “Oggi la macchina regionale va a 20 all’ora, può andare a 200. Non si va mai avanti se si guarda solo nello specchietto retrovisore”. Ma quale potrebbe essere il suo valore aggiunto come candidato? “L’esperienza da sindaco, sarà il metodo di lavoro in Regione”.
Tomasi è il primo sindaco di centrodestra della città simbolo del floro-vivaismo, rieletto al primo turno nel 2022. “Non esiste più un Partito democratico – osserva -: esistono singoli che difendono la propria poltrona”. Poi riflette sul patto della sinistra con i 5 Stelle: “Non ha nulla a che vedere con la Toscana”, perché è “un laboratorio nazionale per provare a restare a galla a Roma”. “Hanno sacrificato identità, lavoro fatto e perfino dignità. Non è più politica, è solo sopravvivenza di potere – aggiunge Tomasi -. Quello tra M5S e PD è il “patto dei no” e il “patto del rinnegare”. “È una politica che mente sapendo di mentire”.
Sulla proposta di reddito regionale: “Una follia politica e contabile. La Regione ha deficit per 1 miliardo. E le Regioni non danno sussidi in quel modo”. “Noi proponiamo di investire su giovani e studenti, di ridurre i costi di mense e affitti, di sostenere le università e incentivare le aziende ad assumere. Questo è costruire futuro, non distribuire illusioni”, il suo pensiero.
“La Toscana invecchia – prosegue Tomasi – e se non costruiamo politiche per i giovani rischiamo il declino. Casa, lavoro, diritto allo studio: queste sono le nostre priorità”. Ma veniamo ad alcuni esempi concreti: “Gli affitti pesano troppo sui redditi dei ragazzi, dobbiamo sostenerli nell’avvio di un percorso di vita autonoma. Sul lavoro, la Toscana ha potenzialità enormi: manifattura, tecnologia, industria. Se diamo strumenti giusti – urbanistica, incentivi, semplificazione – possiamo trattenere talenti”.
Infine la sanità, che in ogni regione, e così anche in Toscana, è il tema-problema più importante di tutti “Oggi è in deficit strutturale: 200 milioni ogni anno, oltre un miliardo complessivo. Serve una riorganizzazione complessiva. Bisogna ridurre sprechi, rivedere il rapporto tra ospedali e territorio, costruire case della salute, ridurre l’afflusso improprio ai pronto soccorso. È un’emergenza che non si può rinviare”.

