– Renato Sacchelli –
Un secchio di plastica in mano, la canna da pesca nell’altra. Partivamo così con mio figlio Orlando da via San Vito, spostandoci in lungarno Simonelli, diretti alla Cittadella, un’area verde a ridosso delle antiche mura di Pisa. Andavamo a “pescare” i fichi. Sulla sommitá di una vecchia canna da pesca verde avevo fissato un cerchietto di metallo che, con un piccolo movimento del polso, mi permetteva di staccare dai rami più alti degli alberi i saporosi frutti, altrimenti irraggiungibili.
Tornando a casa, con il secchio pieno, un finanziere “piantone” di guardia alla caserma della Gdf ci guardò ammirato chiedendoci: “Maresciallo, quanti pesci avete preso?”. Restò stupito nell’apprendere che a riempire il secchio erano fichi, non pesci.
Altre volte raggiungevamo la Cittadella per andare a raccogliere i capperi, le cui piante crescevano spontaneamente con le radici affondate nelle fessure delle antiche mura. Uno ad uno li staccavamo dalle piante, scegliendo con attenzione quelli più piccoli. Una volta a casa riempivamo dei vasetti di vetro di diverse dimensioni. Li conservavamo sotto sale o con l’aceto, usandoli poi, nei mesi a venire, per cucinare o preparare le pizze.
Un giorno, spostandoci poco fuori dalle mura della Cittadella, lato ponte della ferrovia, in un prato sotto i pini che svettavano in alto trovammo decine di funghi pinetini, che raccogliemmo con soddisfazione. Non erano gustosi come i porcini, ma comunque li mangiammo con gusto.
Fichi, capperi e funghi: quanta gioia nei nostri “raccolti” alla Cittadella, luogo di svago e di gioco in cui si ritrovavano ogni giorno tanti bambini spensierati coi loro nonni e genitori.
Renato Sacchelli

